LE ISTRUZIONI OPERATIVE PER L’ASSEGNO DI NATALITÀ 2020


Fonte: Inps

Con le previsioni dell’articolo 1, commi 340 e 341 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 è stato confermato l’assegno di natalità introdotto dall’articolo 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, anche per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso in famiglia a seguito dell’adozione del bambino.

Istituito dall’articolo 1, commi 125-129 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità per l’anno 2015), l’assegno di natalità (anche detto Bonus bebè) è un assegno mensile che viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

Visto il richiamo alla Legge n. 190/2014, è da ritenersi che l’assegno di natalità resti disciplinato nei principi generali dalle disposizioni di detta Legge n. 190/2014.  Inoltre, l’articolo 23-quater del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, ha statuito una maggiorazione del beneficio pari al 20% in caso di figlio successivo al primo.

Successivamente, con Circolare del 14 Febbraio 2020, n. 26, l’Inps ha fornito le istruzioni operative (aggiornate secondo le novità della Legge di Bilancio 2020) per l’accesso al beneficio.

La Legge di Bilancio 2020, infatti, ha ampliato il numero dei soggetti  che possono beneficiare dell’assegno.

La nuova disciplina prevede quindi:

  • corresponsione dell’assegno su domanda presentata da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo avvenuti tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020;
  • status giuridico dei richiedenti (cittadinanza italiana, comunitaria);
  • residenza in Italia del genitore richiedente e convivenza con il minore;
  • importo dell’assegno in base al valore dell’ISEE, in particolare dell’ISEE minorenni del bambino per il quale l’assegno è richiesto;
  • previsioni di spesa riferite alle mensilità in scadenza nei singoli anni solari e non al solo anno in cui si è verificato l’evento che ha dato origine alla prestazione;
  • l’assegno spetta anche in caso di affidamento preadottivo del minore disposto nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, fino al compimento del primo anno dall’ingresso in famiglia a seguito dell’affidamento medesimo;
  • nei casi di nascita, adozione o affidamento preadottivo del minore che ricade nel 2020 e successivo affidamento temporaneo a persone singole o famiglie, la domanda di assegno può essere presentata dall’affidatario dopo quella del genitore o in luogo del genitore;
  • in ipotesi di genitore minorenne o incapace di agire, la domanda può essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore.

 Segnaliamo, inoltre che:

  • i requisiti previsti per la concessione della prestazione devono essere posseduti al momento della presentazione della domanda e devono permanere per tutta la durata del beneficio;
  • l’assegno di natalità non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.

L’articolo 1, comma 340, della legge n. 160/2019, inoltre, disciplina nuovi e diversi importi annui della prestazione in base alle seguenti fasce di ISEE:

  • in presenza di ISEE non superiore a 7.000 euro annui l’assegno di natalità è pari a 1.920 euro annui o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, a 160 euro al mese (primo figlio) o 192 euro al mese (figlio successivo al primo);
  • se l’ISEE è superiore a 7.000 euro annui, ma non superiore a 40.000 euro, l’assegno di natalità è pari a 1.440 euro annui o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 120 euro al mese (primo figlio) o 144 euro al mese (figlio successivo al primo);
  • qualora l’ISEE sia superiore a 40.000 euro l’assegno di natalità è pari a 960 euro annui o 1.152 euro annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 80 euro al mese (primo figlio) o 96 euro al mese (figlio successivo al primo).

Quanto alle modalità di accesso al beneficio, la domanda di assegno dovrà essere inoltrata esclusivamente in via telematica e una sola volta per ciascun figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo. Dovrà inoltre essere corredata dal modulo “SR163”, denominato “Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”, reperibile nella sezione “Tutti i moduli” del sito http://www.inps.it, unitamente ad una copia di un documento di identità in corso di validità del richiedente (ove il modulo “SR163” sia mancante o incompleto o incongruente, la domanda verrà posta in stato “sospesa”).

Diversamente, nei casi di domanda con richiesta di maggiorazione, il richiedente dovrà dichiarare che il figlio per il quale chiede il beneficio maggiorato è successivo al primo ed indicare anche le generalità di almeno uno degli altri precedenti figli (nati o adottati), compresa l’indicazione del comune di nascita o del comune di registrazione della sentenza di adozione di questi ultimi

Sono previste procedura specifiche per i casi di nascite gemellari, adozioni plurime  o affidamenti plurimi.

Infine, precisiamo che dopo la presentazione dell’istanza, l’Inps corrisponderà direttamente al richiedente il beneficio in singole rate mensili pari all’importo spettante a seconda del valore dell’ISEE, secondo le modalità (conto corrente, bonifico domiciliato, ecc.) indicate dal richiedente nella domanda.

Circolare del 14 Febbraio 2020, n. 26

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