L’ESCLUSIONE DALLA CONTRIBUZIONE AGGIUNTIVA NASPI NEL LAVORO STAGIONALE


Fonte: Legge di Bilancio 2020

Con il comma 13 dell’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), il Legislatore ha ampliato il numero dei soggetti per i quali non è dovuto il contributo addizionale sui contratti a termine quale finanziamento della Naspi.

Tale contributo è disciplinato dall’articolo 2, comma 28, della Legge 28 giugno 2012,  n.  92 (Riforma Fornero), che ha introdotto il versamento della contribuzione previdenziale, aggiuntiva rispetto all’aliquota ordinaria, pari all’1,40%, da calcolarsi sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali con riferimento ai rapporti di lavoro non a tempo indeterminato, allo scopo di finanziare l’ASPI (oggi NASpI). A decorrere dal 1° gennaio 2013 questa disposizione si applica a tutti i rapporti in essere e di nuova instaurazione.

Nel dettaglio, l’articolo 2, comma 29 prevede che il contributo addizionale (e la maggiorazione pari allo 0,50%) non si applichi ad alcune categorie di lavoratori, tra le quali lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, che prevede un’elencazione di 52 prestazioni che, per loro natura, assumono carattere stagionale (in riferimento a fiere ed esposizioni, produzione e manipolazione di prodotti alimentari, lavorazioni agricole).

Le attività elencate dal provvedimento sono da ritenersi esaustive e non esemplificative, quindi le prestazioni non rientranti nel D.P.R. 1525/1963 non potranno essere definite stagionali.

L’individuazione delle attività stagionali, inoltre, può avvenire anche da parte dei contratti collettivi: per esempio, il C.c.n.l. della Logistica, Trasporto merci e Spedizione artigianato prevede il ricorso al lavoro stagionale anche per i contratti di lavoro riconducibili alla attività stagionale in senso ampio (concentrata in periodi dell’anno per rispondere all’intensificazione della domanda per esigenze o eventi particolari).

Sul punto, il citato comma 13 dell’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2020 la contribuzione aggiuntiva dell’1,40% (oltre alla maggiorazione dello 0,50% dovuta per ogni rinnovo) per i rapporti di lavoro a tempo determinato, non è dovuta nemmeno ad altre categorie, da aggiungersi all’elenco previsto dalla Riforma Fornero:

  • i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento, nel territorio della provincia di Bolzano, delle attività stagionali definite dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative entro il 31 dicembre 2019;
  • i lavoratori di cui all’articolo 29, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ossia i rapporti per l’esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni, nel settore del turismo e dei pubblici esercizi, nei casi individuati dai contratti collettivi, nonché quelli instaurati per la fornitura di lavoro portuale temporaneo di cui all’articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84.

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