NUOVI LIMITI DI ESENZIONE FISCALE PER I BUONI PASTO


Fonte: Legge di Bilancio 2020

Tra le principali modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2020 segnaliamo le nuove disposizioni in tema di somministrazione di vitto da parte del datore di lavoro a dipendenti e collaboratori.

Il buono pasto, infatti, rappresenta il documento di legittimazione, in formato elettronico o cartaceo, che attribuisce al titolare il diritto di ottenere il servizio sostitutivo di mensa per un importo pari al valore facciale del buono stesso (art. 2002 del codice civile).

Destinatari della suddetta prestazione sono i lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale ed il soggetto che abbia instaurato con il  cliente un rapporto di collaborazione in regime di parasubordinazione (ad esempio i collaboratori coordinati e continuativi).

Con il Decreto del 7 giugno 2017, n. 122, recante “Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, in attuazione dell’articolo 144, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”, il Ministero dello sviluppo economico fornisce le istruzioni per la fruizione della prestazione, differenziando leggermente la disciplina tra buoni cartacei ed elettronici.

Con riferimento al trattamento fiscale della somministrazione del vitto, prima della legge di bilancio 2020, per espressa previsione dell’articolo 51, comma 2, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, non concorrevano a formare il reddito di lavoro dipendente:

  • le somministrazioni di vitto gestito direttamente da parte del datore di lavoro o tramite  mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi;
  • fino all’importo complessivo giornaliero di Euro 5,29, elevato ad Euro 7,00, per i soli buoni pasto emessi in formato elettronico, le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione.

Ora, invece, per espressa previsione del comma 677 dell’articolo 1 di detta legge, sono previste nuove soglie di esenzione fiscale. A decorrere dal 1° Gennaio 2020, infatti:

  • aumentano da 7 euro a 8 euro giornalieri le soglie di esenzione fiscale previste nel caso di utilizzo di buoni pasto elettronici;
  • il buono pasto cartaceo sarà fiscalmente esente fino al limite di 4 euro (rispetto ai 5,29 euro fissati sino al 2019).

Rimangono poi fermi:

  • il limite di esenzione a € 5,29 giornalieri per le forme di vitto tramite indennità sostitutive delle somministrazioni corrisposte agli addetti a cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione etc.);
  • la totale esenzione delle somministrazioni di vitto dirette o tramite terzi (mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da altri soggetti);
  • la regola per cui i buoni pasto sono cumulabili nel limite di otto e non possono essere utilizzati buoni in numero superiore alle giornate di lavoro prestate nel mese.

 

Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 7 giugno 2017, n. 122

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