RIMBORSI PER REVOCA SOSPENSIONE ATTIVITÀ : I CHIARIMENTI DELL’INL


Fonte: Nota INL 12 Agosto 2019 n. 7401

Con la Nota del 12 agosto 2019, n. 7401, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha rilasciato nuove indicazioni rispetto alla corretta applicazione di quanto previsto dall’art. 14  del D.Lgs. n. 81/2008, in materia di gestione dei ricorsi riferiti alla stessa norma.

Nel dettaglio, l’Istituto, di concerto con il Ministero del Lavoro in materia di diritto, ha fornito chiarimenti in merito al rimborso per quanto riguarda i casi di ricorso per revoca delle disposizioni previste nei casi in cui lo stesso provvedimento decada per superamento dei limiti temporali.

L’ordinamento, infatti, prevede che gli organi di vigilanza del Ministero del Lavoro possano adottare provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori e di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare.

Tali provvedimenti possono essere disposti nei casi in cui:

  • si riscontri l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria;
  • in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;

Una volta disposta la sospensione, l’imprenditore ha la possibilità di ottenerne la revoca. Perché ciò avvenga è necessaria la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, ovvero il ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Ulteriore condizione per la concessione della revoca è, altresì, il pagamento di:

  • una somma aggiuntiva pari a 2000 euro, per i casi di sospensione dovuti a lavoro irregolare,
  • una somma di 3.200 euro, per i casi di sospensione dovuti a gravi e reiterate violazioni in materia di sicurezza.

Vi è la possibilità, inoltre, che il datore di lavoro decida, al fine di evitare la chiusura temporanea dell’attività, pur presentando ricorso, di regolarizzare quanto contestato dagli ispettori e, dunque, effettui il pagamento della somma aggiuntiva descritta.

Ne deriva che, se il predetto termine per la decisione sul ricorso decorre inutilmente e di conseguenza il provvedimento perde efficacia, saranno, comunque, fatti salvi gli effetti già maturati dal provvedimento, e la somma aggiuntiva versata non potrà essere restituita.

Contenuto fondamentale della nota è il parere secondo il quale si è chiarito che nessun rimborso è dovuto all’imprenditore nei casi in cui il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale perda efficacia per diretta conseguenza della mancata decisione successivamente al ricorso amministrativo, previsto dall’articolo 14, comma 9, del decreto legislativo 81/2008, in quanto la decadenza del provvedimento di sospensione, a seguito del termine di 15 giorni, interviene ex nunc, salvaguardando, pertanto, gli effetti già maturati.

Nota INL 7401 del 12 Agosto 2019

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