CON IL DECRETO CRESCITA I FORFETTARI DIVENTANO SOSTITUTI D’IMPOSTA


 

Fonte: DL Crescita 30 Aprile 2019

dichiarazione-sostituti-d-imposta-scadenza-modello-770-2018-cu Con il Decreto Crescita, D.L.  30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019, n. 58,  recentemente approvato in via definitiva dal parlamento,  i forfettari diventano sostituti d’imposta nei confronti dei propri dipendenti e dei collaboratori, con effetto retroattivo, ossia dal 1° gennaio 2019.

La legge, nel dettaglio, va a modificare l’ordinamento che fino ad oggi imponeva, alla luce della legge di bilancio 2015,  che i contribuenti che applicano il regime forfetario non fossero tenuti ad essere sostituti d’imposta e quindi a dover operare le ritenute alla fonte nei confronti di dipendenti ed assimilati.

Con il nuovo Decreto Crescita, all’art. 6, invece, si impone il regime fiscale forfettario, eliminando così la penalizzazione che si era creata nei confronti dei lavoratori dipendenti e collaboratori degli imprenditori e professionisti coinvolti.  Gli stessi lavoratori, infatti, erano stati costretti a versare le imposte sul reddito e beneficiare del bonus Renzi solamente in sede di dichiarazione annuale, a causa dell’esonero dagli adempimenti di sostituto d’imposta di cui al D.P.R. n. 600/1973 che il legislatore fiscale aveva concesso ai soggetti in regime forfettario. A fronte di una retribuzione mensile al lordo delle imposte, il dipendente ( o assimilato) non avrebbe però potuto percepire in busta paga lo stesso bonus Renzi e i rimborsi per l’assistenza fiscale per la dichiarazione dei redditi.

Con le recenti modifiche normative, invece, dal 1° gennaio 2019,  il numero dei contribuenti che può applicare il regime forfettario è aumentato. La Legge di Bilancio 2019, infatti, aveva portato la soglia di ricavi/compensi limite a 65.000 euro in tutti i settori e contemporaneamente era stato a abolito il tetto dei 5.000 euro relativo al costo del personale ed eliminato il limite di 20.000 per quanto riguardava i beni strumentali. Sempre in virtù del testo di legge, è possibile, dunque, applicare il regime forfettario anche alle imprese familiari.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi e, in particolare, i loro compensi,  sarà sufficiente che, nella certificazione unica (CU), si continuino a riportare i compensi non assoggettati a ritenuta d’acconto e nella dichiarazione di redditi vengano comunicati sia il codice fiscale del fornitore che i dati dei redditi erogati per i quali non sia stata già disposta ritenuta alla fonte.

Tale novità non va a gravare ulteriormente i compiti del contribuente forfettario. La disposizione, infatti, fa si che tale adempimento fiscale vada ad aggiungersi a quelli a cui comunque il contribuente è già tenuto,  e cioè all’obbligo di disporre gli adempimenti previdenziali e assistenziali con versamento mensile F24 dei contributi a proprio carico e quelli trattenuti al lavoratore.

DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 34

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