COMPUTO LAVORATORI SVANTAGGIATI NELL’IMPRESA SOCIALE


Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Con Nota del 3 Maggio 2019, n. 4097,  il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è intervenuto, circa le modalità di calcolo dei lavoratori svantaggiati nell’impresa sociale, fornendo chiarimenti in merito al disposto del comma 5 dell’articolo 2, del D.Lgs. n. 112/2017 secondo cui “l’impresa sociale impiega alle sue dipendenze un  numero  di  persone” appartenenti alle citate categorie “non  inferiore  al  trenta  per  cento  dei  lavoratori”, tenendo presente che “ai fini del computo di questa percentuale minima, i lavoratori di cui  alla  lettera  a)  non  possono  contare  per  più  di  un  terzo  e  per  più  di  ventiquattro  mesi  dall’assunzione”.

Nel dettaglio, il quesito posto al Ministero chiedeva se:

  • il computo della percentuale dei lavoratori svantaggiati debba effettuarsi “per teste” o non con riferimento al “monte ore” lavorate;
  • il calcolo della percentuale derivi dal rapporto tra lavoratori svantaggiati e lavoratori non svantaggiati oppure da quello tra lavoratori svantaggiati e totale dei lavoratori (dato dalla somma tra lavoratori svantaggiati e lavoratori non svantaggiati).

Rispetto al primo quesito, il Ministero ha chiarito come  la determinazione del 30% dei soggetti svantaggiati vada effettuata ‘per teste’ e non in base alle ore effettivamente svolte dai lavoratori stessi, anche in virtù della ratio della legge, che mira a creare opportunità lavorative per quelle persone che, proprio a causa della loro condizione di disagio psichico, fisico e sociale, trovano difficoltà all’inserimento nel mercato del lavoro, anche e soprattutto laddove si richieda loro una prestazione lavorativa a tempo pieno.

In merito al secondo quesito, invece, si è specificato che, le persone cosiddette svantaggiate non concorrono alla determinazione del numero complessivo dei lavoratori in parola cui ci si deve riferire per la determinazione dell’aliquota delle stesse. Un diverso orientamento, infatti, costituirebbe un’ingiustificata penalizzazione per le medesime ed il venir meno delle finalità solidaristiche della legge in questione”.

Il Ministero ha infine specificato, sulla base delle valutazioni effettuate, che i criteri di computo dei lavoratori svantaggiati già utilizzati con riferimento alle cooperative sociali debbano essere integralmente applicati con riferimento anche alle imprese sociali, al fine di garantire, per ragioni sistematiche, un’applicazione uniforme degli stessi ad entrambi gli istituti.

nota n. 4097 del 3.05.2019 MLPS

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