FISCALIZZAZIONE DI ONERI SOCIALI: IL CHIARIMENTO DEL MINISTERO SULLA NORMATIVA


Fonte: Ministero Lavoro e delle Politiche Sociali

Con risposta ad interpello presentato dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, dell’8 Maggio 2019, n. 4, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è intervenuto a fornire chiarimenti in merito all’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 6, comma 10, del decreto-legge n. 338/1989, in materia di fiscalizzazione degli oneri sociali.

Nel dettaglio, tale articolo prevede che le riduzioni contributive non spettino in relazione ai lavoratori che siano stati denunciati agli istituti previdenziali:

  • con orari o giornate di lavoro inferiori a quelli effettivamente svolti;
  • con retribuzioni inferiori a quelle minime previste dai contratti collettivi;
  • con retribuzione corrisposta in misura inferiore a tali retribuzioni minime.

A tal proposito, l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, specifica che la suddetta disciplina consente di “calmierare”, in caso di inadempienza, gli effetti sanzionatori della perdita del beneficio contributivo in precedenza riconosciuto ad un’azienda, assicurando nei confronti del lavoratore interessato una riduzione contributiva proporzionata all’inadempimento commesso e contenuta entro i limiti della maggior somma tra la retribuzione corrisposta e la contribuzione omessa.

Pertanto, in materia di fiscalizzazione degli oneri sociali nel Mezzogiorno, essa riconosce ai datori di lavoro un’applicazione differenziata del recupero contributivo in relazione alla gravità della violazione, in luogo della revoca totale del beneficio per l’intero periodo di inadempienza.

Sul punto,  si precisa  che  la  circolare  dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n.  3/2017  intende  evidenziare,  da  un  lato,  la  stretta  connessione  tra  il  possesso del DURC e l’effettivo godimento dei benefici contributivi per l’azienda considerata nel suo  complesso, e dall’altro la rilevanza che assumono le violazioni di legge e/o di contratto nei confronti di  singole posizioni contributive dei lavoratori e riferite esclusivamente alla durata in cui tali violazioni sono  commesse.

Ne discende che il principio espresso dalla normativa in esame viene richiamato nell’ambito di una più ampia e sistematica lettura delle disposizioni normative in materia ed unicamente per dare rilevanza, ai fini dell’eventuale revoca dei benefici fruiti, alle violazioni di legge o contrattuali riscontrate nei confronti dei lavoratori, per i quali i benefici stessi sono stati riconosciuti.

Sulla base degli elementi sopra esposti, dunque, la disciplina oggetto del presente interpello, pur enunciando un principio tuttora valido, che pone in stretta connessione il godimento dei benefici contributivi con la regolarità del singolo rapporto di lavoro, risulta circoscritta ad uno specifico ambito di applicazione. E ciò, sia sotto il profilo territoriale che temporale, se si considera che le disposizioni in esame sono state introdotte in relazione a specifici periodi di paga ormai risalenti nel tempo. Per tali ragioni, deve quindi ritenersi che tali previsioni siano oggi prive di operatività.

Interpello 4/2019 Min.Lav.

 

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