CONTRATTI DI APPRENDISTATO: LA GUIDA DELLA FONDAZIONE STUDI CDL


Fonte: Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

Con Circolare del 26 Novembre 2018, n. 19, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro fornisce una guida alla gestione del contratto di apprendistato a seguito della pubblicazione della Circolare Inps n. 108/2018 dedicata ai benefici contributivi connessi con l’assunzione degli apprendisti.

Il provvedimento, diffuso il 14 novembre 2018, ha analizzato il contratto di apprendistato sotto il profilo assicurativo e contributivo, fornendo una sintesi normativa delle novità sulle tipologie contrattuali introdotte dal Decreto Legislativo n. 81/2015, nonché chiarendo e rettificando alcuni precedenti orientamenti, come il regime agevolativo degli apprendisti assunti dal 1° gennaio 2017 e percettori di mobilità.

In primo luogo, quanto al regime contributivo, si ricorda che le aliquote ordinariamente applicabili da parte del datore di lavoro risultano:

  • aziende con più di 9 dipendenti:
  • 11,61% carico ditta;
  • 5,84% carico dipendente;
  • aziende fino a 9 dipendenti:
  • 3,11% carico ditta primo anno;
  • 4,61% carico ditta secondo anno;
  • 11,61% carico ditta dal terzo anno;
  • 5,84% carico dipendente.

La contribuzione, inoltre, è accreditata sulla base dell’effettiva retribuzione percepita.

Ne deriva che:

  • non risulta applicabile il disposto del comma 5 dell’articolo 7 del D.L. n. 463/1983, che esclude l’apprendistato dall’applicazione del minimale di retribuzione giornaliera nonostante fosse riferito pro rata temporis al precedente regime contributivo delle marche settimanali ex art. 22, L. n. 25/1955;
  • con Interpello n. 22/2016, il Ministero del Lavoro ha confermato che i minimali non sono applicabili nemmeno per le ore non retribuite per gli apprendisti ex art. 43, co. 7, D.Lgs. n. 81/2015.

In secondo luogo, per effetto di quanto disposto dal D.Lgs. 148/2015 (artt. 2 e 26), anche gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, ivi inclusi quelli assunti in deroga ai limiti di età a norma dell’art. 47 c. 4 del D.Lgs. n. 81/2015 in virtù della percezione di indennità di mobilità o disoccupazione, rientrano nella disciplina della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, nonché nei Fondi di solidarietà o di integrazione salariale.

Successivamente, viene sottolineato come per i lavoratori percettori di indennità di mobilità ordinaria (che dal 2017 è stata sostituita dalla NASpI per effetto della L. 92/2012) assunti con contratto di apprendistato di II tipo:

  • si applica, a prescindere dal requisito dimensionale, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro del 10% per i soli primi 18 mesi dall’assunzione;
  • si applica per l’intero periodo formativo l’aliquota ridotta del 5,84% a carico del lavoratore;
  • non si applica nemmeno il contributo a finanziamento della NASpI dell’1,61% a carico del datore di lavoro;
  • i benefici contributivi non sono godibili anche nei 12 mesi successivi all’eventuale conferma in servizio dell’apprendista;
  • dal momento che l’assunzione in apprendistato di tali soggetti configura un’assunzione a tempo indeterminato, ex art. 8, c. 4 L. 223/1991, è previsto un incentivo economico, a favore del datore di lavoro, pari al 50% della indennità di mobilità residua a favore del dipendente.

Diversamente, per i lavoratori aventi diritto o percettori di indennità di disoccupazione (ASpI; Mini-ASpI; NASpI; Dis-Coll) assunti con contratto di apprendistato di II tipo:

  • si applica, a prescindere dal requisito dimensionale, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro del 10% durante il periodo formativo (max 3 anni; 5 anni nel settore dell’artigianato); a seconda delle dimensioni dell’azienda, potrà essere riconosciuto l’ulteriore abbattimento dell’aliquota a carico del datore di lavoro ex art. 1 c. 773 L. 296/2006 (dall’1,5 al 10%);
  • si applica per l’intero periodo formativo l’aliquota ridotta del 5,84% a carico del lavoratore;
  • si applica il contributo a finanziamento della NASpI dell’1,61% a carico del datore di lavoro;
  • i benefici contributivi non sono godibili anche nei 12 mesi successivi all’eventuale conferma in servizio dell’apprendista;
  • i datori di lavoro non possono cumulare tale beneficio con il godimento del 20% della indennità di disoccupazione residua (ex art. 7, c. 5, lett. b D.l. 76/2013; art. 2, c. 10-bis L. 92/2012).

Infine, viene specificato come il Ministero del Lavoro, con la Circolare n. 5/2008 e più recentemente con la nota n. 1677/2016, abbia chiarito come tali “speciali aliquote contributive” geneticamente connesse con la forma contrattuale in esame non siano intendibili come “benefici” e dunque non rientrino nel perimetro di operatività delle condizioni di spettanza degli incentivi, statuite dall’articolo 1, cc. 1175 e 1176, della L. 296/2006.

Per quanto concerne, invece, l’assunzione degli apprendisti aventi diritto a indennità di mobilità o disoccupazione o, ancora, di apprendisti di I tipo secondo il regime di maggior favore (aliquota ridotta al 5%) sarà richiesto il pieno rispetto delle condizioni della L. 296/2006, così come le condizioni generali per la fruizione degli incentivi statuite dall’art. 31 del D.Lgs. 150/2015.

Si ricorda, tuttavia, come ampiamente illustrato dalla Circolare n. 5/2013 del Ministero del Lavoro, che la condizione principale per la legittima fruizione degli incentivi di natura contributiva propri dell’apprendistato si concretizza nella “regolarità formativa”.

Circolare Fondazione Studi CDL del 26 Novembre 2018, n. 19

 

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