IL TRATTAMENTO FISCALE DEI CONTRIBUTI E DELLE PRESTAZIONI EROGATI DALL’ENTE BILATERALE PER MEZZO DEL DATORE


Fonte: Agenzia delle Entrate

Con Interpello del 4 Ottobre 2018, n. 24, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in relazione al corretto trattamento fiscale e contributivo da applicare alle somme erogate dal datore di lavoro per conto dell’ente bilaterale.

Nel caso di specie, la società istante dava conto di applicare il CCNL di settore, che prevede, tra l’altro, l’obbligo di iscrizione dei dipendenti all’ente bilaterale di categoria, la cui contribuzione è totalmente a carico del datore di lavoro ed è assoggettata al contributo di solidarietà INPS.

Nel dettaglio, lo statuto dell’ente bilaterale prevede l’erogazione, ai dipendenti delle società iscritte, di somme a sostegno del reddito, finalizzate a integrare il reddito dei lavoratori nell’ambito dell’assistenza per casi specifici, quali il premio per la nascita del figlio, il contributo malattia o per infortunio, l’iscrizione al nido/materna, alla scuola secondaria di primo grado e permesso per legge n.104 del 1992.

Così come già affermato con le precedenti circolari n. 326/1997 e n. 55/1999, l’Istituto precisa che:

  • per quanto concerne i contributi versati all’ente bilaterale, dal datore di lavoro e dal lavoratore, essi concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente in quanto non rientrano nell’ipotesi di esclusione dal reddito previste dall’art. 51, comma 2, lett. a), del TUIR, che dispone la non concorrenza al reddito di lavoro dipendente dei “contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge”;
  • in relazione alle prestazioni erogate dagli enti bilaterali, invece, il relativo trattamento fiscale deriva dall’applicazione dei principi generali che disciplinano la tassazione dei redditi e che, pertanto, devono essere assoggettate a tassazione le sole prestazioni inquadrabili in una delle categorie reddituali previste dall’art. 6 del TUIR, comprese quelle che costituiscono erogazioni corrisposte in sostituzione di detti redditi.

Sulla base di tali considerazioni, dunque, si può affermare che le somme erogate ai lavoratori a titolo di premio per la nascita del figlio, di contributo malattia o infortunio, di iscrizione all’asilo nido/scuola materna, nonché di permesso per legge n.104/1992, non essendo inquadrabili in alcune delle categorie reddituali di cui al citato articolo 6 del TUIR, non rilevino ai fini fiscali.

Diversamente, quanto alle somme erogate a titolo di iscrizione alla scuola secondaria di primo grado, si osserva che l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel concetto di borsa di studio sono da ricomprendere le somme, gli assegni, i premi corrisposti per fini di studio o di addestramento professionale ovvero quelle elargizioni volte a sostenere gli studenti nello svolgimento di un’attività di studio o di formazione, ritenendo che le stesse siano da ricomprendere tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’articolo 50, comma 1, lettera c), del TUIR.

La circostanza che i lavoratori percepiscano le citate elargizioni per il tramite del proprio datore di lavoro e non direttamente dall’ente bilaterale di categoria, ovvero dal soggetto che sostiene l’onere, non incide sul descritto trattamento fiscale delle somme erogate, dal momento che queste ultime sono corrisposte ai lavoratori in ragione dei contributi assistenziali versati dal datore di lavoro all’ente bilaterale.

Interpello dell’Agenzia delle Entrate del 4 Ottobre 2018, n. 24

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