LE ISTRUZIONI DELL’INL SULLE MODALITA’ DI VERIFICA DELL’OBBLIGO DI TRACCIABILITA’ DELLE RETRIBUZIONI


Fonte: Ispettorato Nazionale del Lavoro

Con Nota del 10 settembre 2018, n. 7369, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro fornisce, al proprio personale ispettivo, istruzioni operative, concordate con l’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro e condivise con l’Associazione Bancaria Italiana, in ordine alle modalità di verifica dell’osservanza degli obblighi introdotti dall’art. 1, commi 910 – 913, L. n. 205/ 2017 e dell’effettività dei pagamenti realizzati mediante gli strumenti ivi indicati.

Le suddette precisazioni, che seguono alle precedenti Note del 22 maggio 2018, n. 4538 e del 4 luglio 2018, n. 5828, chiariscono come sia rimessa alla valutazione del personale ispettivo, sulla base delle circostanze del caso concreto e degli elementi acquisiti in sede di accertamento, l’attivazione delle procedure di controllo di seguito descritte, in relazione alle verifiche da effettuarsi presso gli Istituti di credito.

In primo luogo, dunque, l’Istituto precisa che:

  • l’utilizzo degli strumenti di cui alle lettere da a) a d), comma 901, L. n. 205/ 2017 non è obbligatorio per la corresponsione di somme dovute a diverso titolo rispetto alla retribuzione (es: anticipi e/o rimborso spese di viaggio, vitto, alloggio);
  • l’indennità di trasferta, in considerazione della natura “mista” della stessa (risarcitoria e retributiva solo quando superi un determinato importo ed abbia determinate caratteristiche) rientra nell’ambito degli obblighi di tracciabilità.

Inoltre, con riferimento al pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento” (lettera c) del comma 910)  si ritiene conforme alla ratio della disposizione anche l’ipotesi in cui il pagamento delle retribuzioni venga effettuato al lavoratore:

  • in contanti;
  • presso lo sportello bancario ove il datore di lavoro abbia aperto e risulti intestatario di un conto corrente o conto di pagamento ordinario soggetto alle dovute registrazioni.

In relazione, invece, alla lettera d) del comma 910 (emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato), il pagamento delle retribuzioni con lo strumento del “vaglia postale” può rientrare in tale ambito, sempreché:

  • siano rispettate le condizioni e le modalità di cui all’art. 49, commi 7 e 8, del D.Lgs. n. 231/2007;
  • vengano esplicitati nella causale i dati essenziali dell’operazione (indicazione del datore di lavoro che effettua il versamento e del lavoratore/ beneficiario, data ed importo dell’operazione ed il mese di riferimento della retribuzione).

Quanto alla procedura ispettiva, nell’ipotesi in cui risulti dubbia l’effettiva corresponsione della retribuzione attraverso strumenti suindicati, gli organi di vigilanza possono procedere ad un controllo ulteriore che si differenzia nelle modalità in base al sistema di pagamento adottato.

In linea generale, tuttavia, essa si svolgerà come segue:

  • la richiesta da parte del personale ispettivo nei confronti degli Istituti di credito deve avvenire, tramite il fac-simile, preferibilmente a mezzo PEC, direttamente alla filiale presso la quale il datore di lavoro intrattiene i rapporti di conto a valere sui quali è stato effettuato il pagamento con bonifico, strumenti di pagamento elettronico o in contanti;
  • la risposta da parte dell’Istituto di credito potrà intervenire entro i termini di volta in volta definiti tra banca e l’ITL (di norma non inferiori a 30 giorni) in relazione al tipo di accertamento, al periodo di riferimento dell’indagine e alla quantità di informazioni richieste.

 Si precisa, infine, che:

  • gli organi di vigilanza dovranno aver cura di conservare il mezzo di trasmissione della richiesta effettuata, con attestazione della data di invio e di ricezione, considerato che tale data assume rilevanza nell’ambito del procedimento istruttorio, anche ai fini della decorrenza o eventuale interruzione dei termini previsti dall’articolo 14 della L. n. 689/1981;
  • laddove il personale ispettivo abbia riscontrato pagamenti in contanti per un importo stipendiale mensile complessivamente pari o superiore a € 3.000, si configura, altresì, la violazione dell’art. 49, comma 1, del D.Lgs. n. 231/2007.

Nota INL del 10 settembre 2018, n. 7369

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