NASPI, LAVORO INTERMITTENTE E OTD IN AGRICOLTURA: LE INDICAZIONI PER IL CUMULO


Fonte: Inps

Con Messaggio del 16 Marzo 2018, n. 1162, l’Inps fornisce chiarimenti in merito all’accesso all’indennità di disoccupazione NASpI e alla sua compatibilità in caso di titolarità di rapporto di lavoro intermittente o nelle ipotesi di rioccupazione come OTD in agricoltura.

Nel dettaglio, nell’ipotesi in cui il lavoratore titolare di un rapporto di lavoro subordinato e di contratto di lavoro intermittente con obbligo di risposta faccia richiesta di NASpI a seguito della cessazione del contratto di lavoro subordinato di tipo non intermittente, la domanda può essere accolta:

  • ricorrendo i requisiti previsti dall’articolo 3 del D.Lgs. n. 22 del 2015;
  • a condizione che il lavoratore stesso comunichi all’INPS, entro trenta giorni dalla domanda di prestazione, il reddito annuo presunto derivante dal suddetto contratto di lavoro intermittente, comprensivo della indennità di disponibilità.

Diversamente, nel caso in cui il lavoratore titolare di un rapporto di lavoro subordinato e di un contratto di lavoro intermittente senza obbligo di risposta faccia richiesta di NASpI a seguito della cessazione del contratto di lavoro subordinato di tipo non intermittente, la domanda può essere accolta  ricorrendo i requisiti previsti dall’articolo 3 del D.Lgs. n. 22 del 2015.

Tuttavia, se il contratto di lavoro intermittente è di durata pari o inferiore a sei mesi:

  • si applica l’istituto della sospensione della prestazione NASpI per i soli giorni di effettiva chiamata;
  • in alternativa, il percettore di Naspi può cumulare la prestazione con il reddito da lavoro:
  • qualora quest’ultimo non superi il limite annuo di 8.000 euro;
  • a condizione che il lavoratore, entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda, comunichi il reddito annuo che prevede di trarre dall’attività.

In aggiunta, l’Istituto chiarisce che nei confronti del lavoratore che, durante il periodo di percezione dell’indennità, instauri un rapporto di lavoro subordinato, anche di tipo intermittente, di durata fino a sei mesi, la prestazione viene sospesa d’ufficio, per la durata del rapporto di lavoro.

Infine, con specifico riferimento al percettore di NASpI che si rioccupi a tempo determinato come OTD in agricoltura, il messaggio precisa che Nel caso in cui la nuova occupazione abbia una durata superiore a sei mesi e dalla stessa il percettore NASpI ricavi un reddito inferiore a quello minimo escluso da imposizione, si applicheranno le istruzioni contenute nella circolare n. 94 del 2015 per la cumulabilità della prestazione.

Nel caso, invece, in cui la nuova occupazione come OTD abbia una durata superiore a sei mesi e dalla stessa il percettore NASpI ricavi un reddito superiore a quello minimo escluso da imposizione, è prevista la decadenza dalla prestazione NASpI.

Messaggio Inps del 16 Marzo 2018, n. 1162

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