I CASI DI INSUSSISTENZA DELL’OBBLIGO CONTRIBUTIVO AL FONDO TESORERIA INPS


Fonte: Inps

Con Circolare del 1° marzo 2018, n. 37, l’Inps fornisce le istruzioni operative per la disciplina attinente alla contribuzione versata da aziende al Fondo Tesoreria Inps e dei requisiti costitutivi l’obbligo contributivo, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 5, del Decreto Interministeriale 30 gennaio 2007, recante “Modalità di attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 755 e 756 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e relative al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato del trattamento di fine rapporto, di cui all’articolo 2120 del codice civile (Fondo tesoreria)”.

Nel dettaglio, è stabilito che i datori di lavoro del settore privato che occupino alle proprie dipendenze almeno 50 addetti, da valutarsi in funzione della media annuale dei lavoratori in forza nel 2006, per le aziende in attività al 31 dicembre 2006, e della media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare di inizio attività, per le aziende costituite dopo il 31 dicembre 2006, siano obbligati al versamento, nel predetto Fondo tesoreria, delle quote di TFR ex articolo 2120 c.c., relativamente ai dipendenti che non le abbiano destinate alle forme pensionistiche complementari di cui al d.lgs. n. 252/2005.

L’Istituto, al fine di ottimizzare il sistema di accertamento e riscossione dei contributi al predetto Fondo, ha disposto l’istituzione del codice di autorizzazione (CA) “1R”, volto a identificare i datori di lavoro che, sulla base dei requisiti di legge, con particolare riguardo alla loro natura giuridica e alla forza aziendale, sono tenuti all’assolvimento dell’obbligo di contribuzione al predetto Fondo di Tesoreria.

In particolare, il possesso del requisito dimensionale minimo per l’assoggettamento all’obbligo contributivo al Fondo di Tesoreria è comunicato all’Istituto a mezzo di apposita dichiarazione con la quale il datore di lavoro attesta, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, di avere occupato nel 2006, ovvero nell’anno civile di inizio attività, per le aziende costituite dopo il 31 dicembre 2006, almeno 50 addetti.

Diversamente, nei confronti dei datori di lavoro che hanno effettuato il versamento del TFR al Fondo di Tesoreria:

  • in assenza dei presupposti di legge;
  • senza aver mai ottenuto l’attribuzione, nei termini di prassi, del codice di autorizzazione “1R”,

l’Istituto ha inibito, a partire dal mese di competenza di giugno 2016, la trasmissione di dichiarazioni contributive che espongano il versamento del TFR al Fondo di Tesoreria.

Con riguardo, invece, alle aziende che hanno operato con Fondo di Tesoreria sulla scorta dell’avvenuta attribuzione del codice di autorizzazione “1R”, l’Istituto, per il tramite delle competenti strutture territoriali, sta procedendo ad effettuare, anche con la collaborazione delle aziende interessate e dei relativi intermediari, gli ulteriori accertamenti preordinati a verificare la regolare costituzione del rapporto contributivo.

Sul piano operativo, le matricole contributive relative alle aziende che, pur non essendo tenute, abbiano provveduto al versamento della contribuzione al Fondo di Tesoreria:

  • saranno contraddistinte dal codice di autorizzazione “7W”, avente il significato di “Azienda con meno di 50 addetti in cui sono occupati lavoratori per i quali è presente il contributo di finanziamento del Fondo di Tesoreria”, a seguito di esito positivo del controllo della regolarità contributiva dell’azienda;
  • il Fondo di Tesoreria provvederà ad erogare direttamente al lavoratore il TFR e le relative anticipazioni di cui all’articolo 2120 c.c. in riferimento alla quota maturata dal dipendente a far data dal 1° gennaio 2007 – o, se successiva, dalla data di inizio del rapporto di lavoro – e sino alla data di attribuzione del suddetto codice di autorizzazione, che il datore di lavoro ha provveduto a versare al Fondo medesimo.

Ne deriva che, le aziende non in regola con gli obblighi contributivi, ovvero che non abbiano provveduto a regolarizzare nel termine di 15 giorni dal ricevimento della comunicazione dell’Istituto, potranno, nel termine della prescrizione ordinaria (art. 2946 c.c.), decorrente dalla data di versamento delle quote di TFR al Fondo di Tesoreria:

  • presentare istanza di restituzione delle somme indebitamente versate al predetto Fondo;
  • rendere disponibile la somma chiesta in ripetizione;
  • contestualmente provvedere all’invio dei flussi rettificativi relativi ai periodi interessati dal rimborso.

Circolare Inps del 1° marzo 2018, n. 37

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