VIDEOSORVEGLIANZA E DATI BIOMETRICI: NUOVE ISTRUZIONI DALL’INL


Fonte: Ispettorato Nazionale del Lavoro

Con Circolare del 19 Febbraio 2018, n. 5, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, fornisce le istruzioni operative in ordine alle problematiche inerenti all’installazione e all’utilizzazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo ai sensi dell’art. 4 della legge n. 300/1970, a seguito delle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute, al fine di contemperare, da un lato, l’esigenza afferente all’organizzazione del lavoro e della produzione propria del datore di lavoro e, dall’altro, tutelare la dignità e la riservatezza dei lavoratori.

Nel dettaglio, con specifico riferimento ai sistemi di videosorveglianza che utilizzano la tecnologia IP, consentendo il trasporto dei dati video e audio digitali da un computer all’altro attraverso internet, l’Istituto precisa che ove sussistano le ragioni giustificatrici del provvedimento, è autorizzatile da postazione remota la visione delle immagini, sia “in tempo reale” che registrate, alle seguenti condizioni:

  • l’accesso da postazione remota alle immagini “in tempo reale” deve essere autorizzato solo in casi eccezionali debitamente motivati;
  • l’accesso alle immagini registrate, sia da remoto che “in loco”, deve essere necessariamente tracciato anche tramite apposite funzionalità che consentano la conservazione dei “log di accesso” per un congruo periodo, non inferiore a sei mesi;

venendo meno, pertanto, la necessità di utilizzo di sistemi a “doppia chiave fisica e logica”.

Diversamente, per quanto attiene al riconoscimento biometrico e come prescritto dal Garante per la protezione dei dati personali nel Provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 280/2014, “l’adozione di sistemi biometrici basati sull’elaborazione dell’impronta digitale o della topografia della mano può essere consentita per limitare l’accesso ad aree e locali ritenuti “sensibili” in cui è necessario assicurare elevati e specifici livelli di sicurezza oppure per consentire l’utilizzo di apparati e macchinari pericolosi ai soli soggetti qualificati e specificamente addetti alle attività”.

Ne consegue che, il riconoscimento biometrico, installato sulle macchine con lo scopo di impedire l’utilizzo della macchina a soggetti non autorizzati, necessario per avviare il funzionamento della stessa, può essere considerato uno strumento indispensabile a “…rendere la prestazione lavorativa…” e, pertanto, si possa prescindere:

  • dall’accordo con le rappresentanze sindacali;
  • dal procedimento amministrativo di carattere autorizzativo previsto dalla legge.

Circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro del 19 Febbraio 2018, n. 5

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