PROROGA 2018 DEL PERIODO CIGS PER RIORGANIZZAZIONE E CRISI AZIENDALE: LE ISTRUZIONI DEL MLPS


Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Con Circolare del 7 Febbraio 2018, n. 2, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, fornisce chiarimenti in merito all’applicazione dell’articolo 22-bis del decreto legislativo n. 148 del 2015, introdotto dall’articolo 1, comma 133, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, rubricato “Proroga del periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria per riorganizzazione o crisi aziendale”.

Nel dettaglio, possono godere della proroga, nei limiti delle risorse finanziare stanziate, le imprese con un organico superiore alle 100 unità, che:

  • abbiano concluso e sottoscritto accordi in sede governativa – con la presenza della Regione o delle Regioni interessate – riguardanti casi di rilevante interesse strategico per l’economia delle regioni in cui insistono le unità produttive;
  • presentino esuberi significativi nel contesto territoriale di riferimento;
  • il cui piano industriale di risanamento sia stato approvato quale programma di riorganizzazione aziendale di cui all’articolo 21, comma 2 ovvero di cui all’articolo 21, comma 3, in deroga agli articoli 4 e 22, comma 1, del D.Lgs n. 148/2015.

Il trattamento di integrazione salariale così come definito è da intendersi quale prosecuzione, anche con soluzione di continuità, di un trattamento di CIGS già riconosciuto all’impresa richiedente, sia esso in corso, ovvero, pur se conclusosi nel corso dell’anno 2017, continua sul piano dell’implementazione delle azioni di risanamento.

Il trattamento di integrazione salariale straordinario è prorogabile, sino al limite di 12 mesi, qualora il programma di riorganizzazione aziendale presenti:

  1. investimenti complessi che non sono attuabili nel corso del programma già approvato ai sensi dell’articolo 21, comma 2, del d. Igs. n. 148/2015, nei limiti temporali di cui agli articoli 4 e 22 del medesimo decreto;
  2. piani di recupero occupazionale per la ricollocazione delle risorse umane coinvolte dalle sospensioni e azioni di riqualificazione non attuabili nel medesimo limite temporale sopra citato;
  1. un piano di gestione delle risorse umane volto alla salvaguardia dei livelli occupazionali con l’indicazione di specifiche azioni di politiche attive concordate con la regione o le regioni interessate, nel caso in cui le imprese richiedenti abbiano unità produttive coinvolte site in due o più regioni.

Diversamente, è prorogabile, sino al limite di 6 mesi, qualora il programma di crisi aziendale presenti:

  1. un piano di risanamento con interventi correttivi complessi, volti a garantire la continuazione dell’attività aziendale, non attuabili nel corso del programma già approvato ai sensi dell’articolo 21, comma 3, del d. Igs. n. 148/2015, nei limiti temporali di cui agli articoli 4 e 22 del medesimo decreto;
  2. un piano di gestione delle risorse umane volto alla salvaguardia dei livelli occupazionali con l’indicazione di specifiche azioni di politiche attive concordate con la regione o le regioni interessate, nel caso in cui le imprese richiedenti abbiano unità produttive coinvolte site in due o più regioni.

La domanda di autorizzazione del trattamento straordinario d’integrazione salariale deve essere presentata, con modalità telematica, sull’applicativo di cigsonline, allegando:

  • l’accordo governativo;
  • una relazione che attesti la presenza dei requisiti previsti dalla normativa.

Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 7 Febbraio 2018, n. 2

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