LAVORO DURANTE LE FESTIVITÀ: OBBLIGATORIO RICONOSCERE LA RETRIBUZIONE ANCHE IN CASO DI RIFIUTO DELLA PRESTAZIONE


Fonte: Corte di Cassazione

Con Sentenza del 23 novembre 2017, n. 27948, la Corte di Cassazione, dichiara l’illegittimità del comportamento di un’azienda che aveva trattenuto, ai lavoratori che si erano rifiutati di prestare la propria opera, le somme corrispondenti alla retribuzione giornaliera per le festività alcune festività infrasettimanali, in quanto considerati assenti ingiustificati.

Nel caso di specie, l’impresa aveva proposto appello avverso sei sentenze di identico contenuto con le quali era stata condannata al pagamento, in favore dei lavoratori, delle somme corrispondenti alla retribuzione giornaliera per le festività dell’8 dicembre e\o del 6 gennaio, sulla base dell’assunto che l’emolumento fosse dovuto a prescindere dalla legittimità del rifiuto dei lavoratori di prestare, come loro richiesto, attività lavorativa in dette giornate.

Nel ricorso per Cassazione, la Suprema Corte ha ritenuto infondato il gravame basato sulla violazione e falsa applicazione del combinato disposto delle lett. a) e c) dell’art. 2 della L. n. 90/1954, a norma dei quali per l’azienda deriverebbe la non estensibilità del trattamento di festività per il lavoratore assente ingiustificato o che sospenda il lavoro per sua volontà, in ragione del fatto che l’art. 2 prevede la spettanza del trattamento di festività anche se la prestazione lavorativa non è affatto resa in taluni casi di assenza in generale dal lavoro, ritenuti degni di maggior tutela (malattia, gravidanza, etc.), mentre ritenere assente ingiustificato il lavoratore che non presti attività lavorativa durante le festività di legge non è consentito dalla norma”.

In aggiunta, viene sottolineato che il provvedimento con cui il datore di lavoro impone al dipendente di prestare l’attività lavorativa nelle festività infrasettimanali, in violazione della legge n. 260 del 1949, risulta nullo ed integra un inadempimento parziale del contratto di lavoro, sicché l’inottemperanza del lavoratore è giustificata in base al principio “inadimplenti non est adimplendum” ex art. 1460 c.c. e sul rilievo che gli atti nulli non producono effetti, dovendosi escludere che i provvedimenti aziendali siano assistiti da una presunzione di legittimità che ne imponga l’ottemperanza fino a contrario accertamento in giudizio.

Pertanto, “atteso che la legge n. 260 del 1949, come modificata dalla legge n. 90 del 1954, relativa alle festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze civili o religiose, riconosce al lavoratore il diritto soggettivo di astenersi dal lavoro in occasione di tali festività, regolando compiutamente la materia, non è consentita – ai sensi dell’art. 12 delle preleggi – l’applicazione analogica delle eccezioni al divieto di lavoro domenicale e deve escludersi che il suddetto diritto possa essere posto nel nulla dal datore di lavoro, essendo rimessa la rinunciabilità al riposo nelle festività infrasettimanali solo all’accordo tra datore di lavoro e lavoratore”.

Sentenza della Corte di Cassazione del 23 novembre 2017, n. 27948

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