AFFITTO DI RAMO D’AZIENDA E FIS: IL PROBLEMA DEL RICONOSCIMENTO DELLA CONTRIBUZIONE VERSATA DALLA CEDENTE


Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Con Interpello del 16 novembre 2017, n. 3, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali risponde all’istanza presentata dall’Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio in merito al riconoscimento della contribuzione già versata dall’impresa cedente, in caso di operazioni societarie di affitto di ramo d’azienda, laddove sia fatta richiesta di accesso alle prestazioni erogate dal Fondo di integrazione salariale da parte della impresa cessionaria.

Nel dettaglio, il provvedimento in oggetto specifica come il suddetto Fondo, istituito con D.Lgs. n. 148/2015, e disciplinato dal D.I. n. 94343/2016 e dalla Circolare Inps n. 176/2016, costituisca una gestione speciale dell’INPS, gestita da un apposito Comitato amministratore che ha, tra gli altri, il potere di deliberare in ordine alla concessione dei trattamenti e degli interventi.

Inoltre, a norma dell’articolo 29, comma 4, del decreto legislativo sopra citato, viene stabilito il cosiddetto tetto aziendale, inteso quale meccanismo secondo cui ciascun datore di lavoro può accedere alla prestazioni in proporzione alla contribuzione dovuta in un determinato arco temporale, ossia in misura non superiore a 4 volte l’ammontare dei contributi ordinari dovuti dal medesimo datore di lavoro, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo in favore dello stesso.

Ne deriva che, l’interpretazione più coerente con la logica dell’impianto normativo introdotto dal decreto legislativo n. 148 del 2015 induce a ritenere che le prestazioni già deliberate a qualunque titolo a favore del singolo datore di lavoro e che devono essere scomputate dal c.d. tetto aziendale siano quelle fruite dal medesimo datore di lavoro nel biennio mobile.

Pertanto, anche alla luce del Messaggio Inps n. 3617/2017, in caso di aziende interessate da operazioni societarie, la contribuzione dell’azienda cedente per i lavoratori transitati nell’azienda cessionaria è computata ai fini del tetto aziendale esclusivamente nelle ipotesi di fusioni/incorporazioni totali, ossia nelle ipotesi in cui l’azienda istante abbia acquisito la totalità dei lavoratori dell’azienda cedente.

Diversamente, qualora si tratti di un’operazione societaria nella quale l’azienda di origine resta in essere e trasferisce parte dei suoi dipendenti ad una o più aziende già esistenti o nuove, nel computo del tetto aziendale si tiene conto della sola contribuzione dovuta dall’azienda istante, a nulla rilevando la contribuzione precedentemente dovuta dalle aziende cedenti.

Interpello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale del 16 novembre 2017, n. 3

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