COVIP: MODIFICHE ALLA DELIBERAZIONE SULLA DESTINAZIONE DEL TFR PER LAVORATORI CON UN NUOVO RAPPORTO DI LAVORO


Fonte: Commissione di Vigilanza sui Fondi di Pensione

Con Deliberazione del 25 ottobre 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017, n. 259, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione – COVIP – dispone modifiche ed integrazioni alla sua precedente Deliberazione del 24 aprile 2008, avente ad oggetto le “Direttive recanti chiarimenti sulle scelte di destinazione del TFR da parte dei lavoratori che attivano un nuovo rapporto di lavoro”, con entrata in vigore fissata per il giorno successivo alla sua pubblicazione in G. U., ossia il 7 novembre 2017.

Nel dettaglio, l’Istituto si occupa del caso del lavoratore riassunto che aveva conferito il TFR ad una forma di previdenza pensionistica complementare e che, a seguito della perdita dei requisiti di partecipazione a tale forma, non ha riscattato integralmente la sua posizione.

A verificarsi della suddetta situazione, pertanto, è disposto che tali lavoratori possano disporre di un arco temporale di sei mesi dalla data di assunzione per esprimere la propria volontà, fermo restando che la scelta, in questo caso, non sarà tra la destinazione del TFR a previdenza complementare o il mantenimento di tale trattamento secondo le norme dell’art. 2120 del codice civile, ma si limiterà alla individuazione della forma pensionistica complementare cui conferire il TFR maturando ed, eventualmente, alla percentuale di TFR da destinare a previdenza complementare secondo quanto previsto dagli accordi ai sensi dell’art. 8, comma 2 del decreto legislativo n. 252/2005.

Diversamente, qualora gli accordi che trovano applicazione in base al nuovo rapporto di lavoro nulla dispongano circa la percentuale minima di TFR da destinare a previdenza complementare, sarà devoluto l’intero TFR maturando, salvo che per i lavoratori di prima iscrizione alla previdenza obbligatoria in data antecedente al 29 aprile 1993, per i quali sarà versata una quota di TFR non inferiore al 50 per cento, ex art. 8, comma 7, lettera c), punto 2 del decreto legislativo n. 252/2005.

Deliberazione del 25 ottobre 2017 della Commissione di Vigilanza sui Fondi di Pensione

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