TFR MATURATO E NON CORRISPOSTO DAL DATORE CESSATO: I TERMINI DI DECADENZA DALL’AZIONE


Fonte: Corte di Cassazione

Con Sentenza del 3 novembre 2017, n. 26163, la Corte di Cassazione ritiene illegittima la richiesta di liquidazione del TFR del Fondo di Garanzia, ad avvenuta cessazione dell’attività dell’impresa, qualora il lasso temporale, tra il deposito in giudizio e la domanda del lavoratore presentata all’Inps, sia superiore all’anno e 300 giorni.

Nel caso di specie, la Suprema Corte accoglie il gravame svolto dall’Inps avverso la sentenza della Corte d’Appello di Perugia che aveva riconosciuto il diritto dell’attuale intimata, proposto con ricorso depositato il 15 gennaio 2010, al pagamento del TFR maturato e non corrisposto dal datore di lavoro, che aveva cessato l’attività il 2 gennaio 2006.

Con un unico mezzo d’impugnazione l’Inps deduce violazione e falsa applicazione dell’articolo 47 del D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, lamentando che il Giudice d’appello non si sia avveduto del fatto che all’accoglimento della domanda della lavoratrice ostava l’intervenuta decadenza sostanziale dall’azione, essendo trascorso, tra la presentazione della domanda amministrativa (il 25 ottobre 2007) e la data di deposito del ricorso in giudizio (il 15 gennaio 2010), un termine superiore ad un anno e trecento giorni.

A norma della succitata disposizione, infatti, esauriti i ricorsi in via amministrativa, può essere proposta l’azione dinanzi all’autorità giudiziaria per le controversie in materia di trattamenti pensionistici l’azione giudiziaria può essere proposta, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni dalla data di comunicazione della decisione del ricorso pronunziata dai competenti organi dell’istituto o dalla data di scadenza del termine stabilito per la pronunzia della predetta decisione, ovvero dalla data di scadenza di termini prescritti per l’esaurimento del procedimento amministrativo, computati a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di prestazione.

Ne deriva che, anche alla luce della giurisprudenza di tale Corte, il ricorso è manifestamente fondato, in quanto l’Inps sostiene, correttamente, che la suddetta decadenza si sia verificata, essendo ampiamente decorso il termine di un anno e trecento.

In aggiunta, la Cassazione precisa che neanche l’eventuale decisione tardiva dell’istituto sulla domanda amministrativa e la decisione del ricorso tardivamente proposto, possono costituire circostanze idonee a far slittare la decorrenza della decadenza rispetto alle scadenze legislativamente previste, trattandosi di termini dettati da disposizioni di ordine pubblico, indisponibili dalle parti e sulle quali l’attività delle stesse non può incidere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...