CASSAZIONE: SGRAVI RITIRATI SE VIOLATE LE NORME SULLA SICUREZZA SUL LAVORO


Fonte: Corte di Cassazione

Con Sentenza dell’11 Settembre 2017, n. 21053, la Corte di Cassazione stabilisce che la violazione di norme poste a tutela della sicurezza dei dipendenti sul posto di lavoro comporta, per l’impresa interessata, la perdita delle agevolazioni contributive ottenute, indipendentemente dalla natura formale o sostanziale delle norme stesse.

La pronuncia risulta di primario interesse in quanto sottolinea l’importanza del rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, così come disciplinata dal D.Lgs. 81/2008, nei casi di assunzioni, contratti atipici e fruizione di sgravi o incentivi.

Nel caso di specie, la Suprema Corte conferma l’orientamento della Corte d’appello di Palermo che aveva rigettato l’opposizione alla cartella cui si intimava ad una società la restituzione, a favore dell’Inps, degli sgravi contributivi in precedenza goduti, rilevando che, sulla base dell’assunto  dell’art. 3, comma 5, lett. h) della L. 448/1998 e delle condizioni alla cui osservanza era subordinata la concessione degli sgravi contributivi, la ricorrente non aveva provveduto ai sensi dell’art. 8, comma 11, D.Lgs. 626/1994 alla comunicazione all’Ispettorato del lavoro ed alle USL territorialmente competenti del nominativo della persona designata come responsabile del servizio di prevenzione e protezione interno e esterno all’azienda.

Diversamente, la società adduceva che i suddetti benefici contributivi erano subordinati all’osservanza delle norme dettate alla tutela della salute e della sicurezza del lavoratori e, cioè, alla tutela sostanziale dei corrispondenti interessi costituzionalmente garantiti che non potevano ritenersi pregiudicati dall’eventuale mero ritardo della comunicazione del nominativo del responsabile.

Infatti, secondo la ricorrente l’inosservanza di tale prescrizione, avente carattere solo formale, non determinava le conseguenze volute dall’Inps, e cioè la perdita degli sgravi, che avrebbero potuto verificarsi solo in caso di violazione di norme sostanziali.

Di diverso avviso la Corte di Cassazione che, in linea con la Sentenza impugnata della Corte d’Appello di Palermo, afferma che la normativa di cui al D.Lgs. 626/1994 pone una serie di adempimenti tutti inderogabili posti a protezione di diritti costituzionalmente garantiti e in tale contesto “la designazione di un soggetto garante dell’osservanza degli obblighi di prevenzione e protezione è presidio della corretta e completa applicazione delle misure adottate in ragione dei requisiti di idoneità che lo stesso deve possedere e delle conseguenze di carattere sanzionatorio che discenderebbero dalla mancata applicazione del piano di sicurezza”.

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