INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE DOVUTA DALL’INPS SE MANCA LA PROVA DEL PAGAMENTO DEL MANCATO PREAVVISO


Fonte: Corte di Cassazione

Con Sentenza del 26 Luglio 2017, n. 18503, la Corte di Cassazione, rigettando il ricorso proposto dall’Inps, afferma che l’Istituto è tenuto ad erogare l’indennità di mobilità per il periodo coperto dall’indennità di mancato preavviso, qualora non vi sia la prova che quest’ultima sia sta effettivamente corrisposta.

Nel caso di specie, l’Ente previdenziale, soccombente nei precedenti gradi di giudizio, era stato condannato alla restituzione delle somme erogate, ad un lavoratore, a titolo di indennità e poi recuperate poiché ritenute non dovute in quanto lo stesso risultava aver percepito l’indennità di mancato preavviso, in quanto il recupero appariva illegittimo.

Davanti alla Corte Suprema, dunque, l’Inps assumeva che, diversamente da quanto sostenuto dai giudici d’appello, appariva irrilevante, ai fini dell’indebito prospettato, la presunta mancata dimostrazione che l’indennità di mancato preavviso fosse stata effettivamente corrisposta, in quanto l’incompatibilità delle prestazioni concomitanti (sostitutiva della retribuzione l’uno e previdenziale quella di mobilità) scaturisce dall’incompatibilità delle posizioni giuridiche in astratto ricollegate allo stesso soggetto, a prescindere dalla realizzazione in concreto.

Di contrario avviso, tuttavia, risulta la posizione della Corte di Cassazione che, rigettando il ricorso dell’Ente, richiama le disposizioni in tema di indennità di mobilità di cui alla Legge n. 223/1991 e di decorrenza dell’indennità di disoccupazione ex R.D.L. n. 1827/1935, a norma dei quali la decorrenza dell’indennità di disoccupazione, al fine del periodo di preavviso, viene differita solo nel caso in cui l’indennità sostitutiva del preavviso sia stata pagata dal datore di lavoro.

Ne deriva che, “l’Istituto viene sì esonerato dal pagamento dell’indennità di disoccupazione, e così dell’indennità di mobilità, per tutto il periodo coperto dall’indennità sostitutiva erogata dal datore di lavoro, ma ciò solo se il datore medesimo effettivamente la corrisponda. Viceversa, in caso di mancata erogazione di tale indennità, ed a prescindere dal fatto che il lavoratore ne abbia o meno diritto nei confronti del datore di lavoro, non opera il differimento del pagamento della prestazione previdenziale fino alla scadenza del periodo di preavviso non lavorato, poiché tale differimento è previsto, come già detto, solo nel caso in cui all’assicurato sia pagata una indennità per mancato preavviso”.

Sentenza della Corte di Cassazione del 26 Luglio 2017, n. 18503

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