PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E ACCESSO ALLA DOCUMENTAZIONE AZIENDALE: LA POSIZIONE DELLA CASSAZIONE


Fonte: Corte di Cassazione

Con la Sentenza del 27 giugno 2017, n. 15966, la Corte di Cassazione ritiene infondato, come motivo di ricorso avverso un provvedimento disciplinare, il rifiuto, da parte del datore, di far visionare al lavoratore la documentazione aziendale afferente l’addebito.

Nel dettaglio, la Corte ribadisce che l’art. 7, co. 2, L. 300/1970 non prevede l’obbligo, per il datore, di mettere a disposizione del lavoratore incolpato la documentazione aziendale relativa ai fatti a lui contestati nel corso del provvedimento disciplinare.

Tuttavia, è precisato che resta salva la possibilità, per il lavoratore, “di ottenere, nel corso del giudizio ordinario di impugnazione del licenziamento, irrogato all’esito del procedimento suddetto, l’ordine di esibizione della documentazione stessa”.

Inoltre, la possibilità, per il lavoratore medesimo, di consultazione dei documenti aziendali, posti a fondamento del provvedimento, sarà limitata alla specifica indicazione di quelli la cui messa a disposizione gli consenta un’idonea ed adeguata difesa.

Ciò, in quanto, la pretesa attinente alla suddetta consultazione risponde a principi di correttezza e buonafede nell’esecuzione del contratto e non su di una disposizione normativa ad hoc.

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