CIGO E CRITERI DI CONCESSIONE DELLE DOMANDE


Fonte: Inps

L’Inps con la il proprio Messaggio del 3 maggio 2017, n. 1856 si sofferma sui criteri interpretativi e applicativi attinenti le istruttoria e le concessioni delle integrazioni salariali ordinarie.

Difatti, una delle più rilevanti novità introdotte dalla riforma delineata dal D.lgs. 148/15 è stata, per quanto riguarda le integrazioni salariali ordinarie, la devoluzione all’INPS della competenza decisoria sulle istanze: ciò in attuazione dei criteri della legge delega (L. 183/14) che prevedeva, per le integrazioni salariali, la semplificazione delle procedure burocratiche e la possibilità di introdurre meccanismi standardizzati a livello nazionale per la concessione dei trattamenti.

Con la soppressione – dal 1.1.2016 – della locali commissioni provinciali e con la definizione delle fattispecie che integrano le causali di CIGO in un decreto ministeriale (95442) si sono poste le basi per la realizzazione di tali importanti obiettivi: la definizione di criteri valutativi conformi alla legge e uniformi su tutto il territorio nazionale che garantiscano un procedimento celere e standardizzato.

Dopo la prima fase di applicazione dei criteri di esame delle domande di concessione del trattamento di integrazione salariale ordinaria, illustrati nella circolare n. 139 del 1.8.2016, l’Istituto ha anlizzato le prassi applicative e rilevare le principali criticità che richiedono chiarimenti e nuovi indirizzi operativi.

Con il messaggio qui in esame, l’istituto si è soffermato in particolare sulle caratteristiche delle seguenti causali:

  • carenza di elementi di valutazione – supplemento istruttorio (art. 11 DM 95442);
  • avvenuta ripresa dell’attività lavorativa;
  • mancanza di lavoro o di commesse – nuovi ordinativi o commesse;
  • eventi meteo: gelo, temperature percepite, lavorazioni particolari, bollettini meteo.

Segnaliamo che in merito alla questione “bollettini meteo” e alla necessità di doverli allegare alle relazioni tecniche, tenuto conto che l’art. 15, comma 1, della legge n. 183/2011 fa espresso divieto alle Amministrazioni Pubbliche di chiedere al cittadino dati ed elementi già in possesso di organi pubblici, fermo restando l’onere per le imprese di autocertificare nella relazione tecnica l’avversità atmosferica in relazione alla quale è inoltrata l’istanza di concessione della CIGO, l’Istituto  acquisirà d’ufficio i bollettini meteo.

Messaggio Inps del 3 maggio 2017, n. 1856.

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