EQUITALIA: OBBLIGO DI CONSERVAZIONE DELLE CARTELLE PER 10 ANNI.


Fonte: Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, con la Sentenza del 30 novembre 2015, n. 5410/2015 sancisce che “costituisce […] precipuo interesse dell’esattore, nonché preciso onere improntato alla diligenza, conservare […] la copia della cartella oltre i cinque anni, per tutto il periodo in cui il credito portato ad esecuzione non sia stato recuperato, in modo da conservarne prova documentale ostensibile, anche a richiesta dei soggetti legittimati, nelle varie fasi di definizione del rapporto, onde poter compiutamente esercitare le prerogative esattoriali”.

Nel caso specifico, un contribuente richiedeva all’Agente di Riscossione di esibire alcune cartelle di pagamento pendenti a suo carico, da oltre cinque anni, al fine di poterne verificare la legittimità. La richiesta veniva, invero, respinta dalla stessa Equitalia in quanto l’obbligo di conservazione delle cartelle presso l’Agente è, ai sensi dell’ art. 26, co. 4 del D.P.R. 602/1973 , quinquennale.

Secondo il Consiglio di Stato, “permane […], in capo ad Equitalia, l’obbligo di conservare gli atti relativi alle pretese esattoriali, tra i quali assume rilievo principale la cartella di pagamento, con conseguente obbligo di ostensione alla richiesta del contribuente, che solo in tal modo, non essendo trascorso il periodo decennale di prescrizione, potrà esercitare gli strumenti di tutela messi a disposizione dall’ordinamento”.

Sentenza Consiglio di Stato del 30 novembre 2015, n. 5410/2015

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