VOUCHER BABY SITTING ANCHE PER LE LAVORATRICI AUTONOME.


imagesCAROA5TPFonte: Inps

Con la Circolare del 12 dicembre 2016, n. 216, l’Inps diffonde le istruzioni operative attinenti l’utilizzo dei vouchers per servizi di baby sitting e per l’ottenimento di un contributo, a copertura degli oneri dei servizi per l’infanzia, a favore delle lavoratrici autonome.

Il contributo, pari ad un importo massimo di € 600,00 mensili è corrisposto in caso di  acquisto dei servizi di baby sitting, con voucher e per ogni mese di congedo parentale al quale la lavoratrice madre rinuncia ovvero in caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati attraverso pagamento diretto da parte dell’INPS alla struttura prescelta dalla lavoratrice madre, dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio, fino a concorrenza dell’importo di  600 euro mensili per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia.

I vouchers sono corrisposti esclusivamente in modalità telematica.

La domanda deve essere presentata attraverso in portale Inps, accedendo tramite PIN dispositivo oppure avvalersi di un patronato.

Possono presentare domanda di beneficio le madri lavoratrici autonome che nel periodo intercorrente tra l’11 novembre 2016 ed il 31 dicembre 2016, sabbiano concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità e per le quali non sia decorso un anno dalla nascita del figlio.

Inoltre, poiché il contributo può essere concesso per un massimo di 3 mesi, è necessario che il beneficio sia richiesto dalla madre che, al momento di presentazione della domanda, abbia ancora a disposizione almeno un mese di congedo parentale, che alla data di presentazione della domanda sussista una corrispondenza tra le mensilità richieste e le mensilità di congedo parentale ancora fruibili alle quali la lavoratrice rinuncia, che la domanda non sia presentata durante il 12° mese di vita o dall’ingresso in famiglia del minore, in quanto al 12° mese non sussiste più l’unità minima di congedo parentale (una mensilità), alla quale la madre può rinunciare.

Circolare Inps del 12 dicembre 2016, n. 216

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