TELECAMERE VIETATE SENZA ACCORDO SINDACALE O AUTORIZZIONE


VideosorveglianzaFonte: Cassazione

La Cassazione – con sent. 26 ottobre 2016, n. 45198 – è intervenuta in merito al configurarsi di reato nell’ipotesi in cui il datore di lavoro, senza preventiva autorizzazione di sindacati o DTL, installi telecamere sul luogo della prestazione di lavoro del dipendente ancorché non le utilizzi, chiarendo che anche se le apparecchiature video non sono accese, si tratta in ogni caso di reato di pericolo che si configura comunque anche alla sola ipotesi di lesione della privacy del dipendente.

Al riguardo, viene ricordato che l’art. 4, legge n. 300/1970 vieta espressamente l’uso di impianti audiovisivi e di altri strumenti che consentano il controllo a distanza dei lavoratori, permettendone l’istallazione – se richiesta da esigenze organizzative, produttive o di sicurezza del lavoro e del patrimonio aziendale – solo previo accordo con le rappresentanze sindacali unitarie, aziendali o con la Direzione territoriale del lavoro.

Tale violazione integra una condotta criminosa, in quanto idonea a ledere la riservatezza dei dipendenti.

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