DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA NON RISONOSCIUTE: ILLEGITTIMO RICHIEDERE LA NASPI.


dimissioni-consulente-lavoro-lecce-brindisi-cristina-circhettaFONTE: Cassazione

La Cassazione – con la Sentenza del 24 agosto 2016, n. 17303 – ha ribadito che la cessazione del rapporto di lavoro per risoluzione volontaria non dà diritto all’indennità di disoccupazione ordinaria, in quanto tale prestazione di sostegno al reddito non spetta a chi, avendo la possibilità di proseguire il proprio lavoro, rinunzi al posto, ponendosi in tal modo spontaneamente nella posizione di disoccupato.

Nel caso in specie, i giudici del lavoro, contrariamente a quanto dedotto dal ricorrente, non avevano ravvisato la giusta causa delle dimissioni nell’asserita impossibilità per il lavoratore di progredire di carriera e di crescere professionalmente, in conseguenza della legittima determinazione aziendale di chiudere il reparto di cui egli era responsabile.

Pertanto, la Suprema Corte ha confermato che in assenza di prova concreta di una giusta causa di dimissioni, nessun diritto al trattamento di disoccupazione possa pretendere il lavoratore che sia unilateralmente receduto dal rapporto o vi abbia comunque negozialmente (dunque volontariamente) posto fine.

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