VIDEOSORVEGLIANZA: I CHIARIMENTI DEL DICASTERO DEL LAVORO


imagesFONTE: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la Nota n. 11241 del 1° giugno 2016 fornisce chiarimenti in merito al provvedimento di prescrizione da impartire nel caso in cui, in sede di ispezione, si rilevi l’installazione e l’impiego non autorizzato di impianti audiovisivi.

Secondo l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, “Gli impianti di audiovisione e gli altri strumenti da quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali (…). In mancanza di accordo gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali”.

Infatti, così come disposto dall’art. 38 della L. 300/70, il mancato rispetto della normativa è punito con ammenda da € 154 a € 1.549 o arresto da 15 giorni ad un anno, salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

Anche secondo la Cassazione Penale n. 4331/2014; “l’idoneità degli impianti a ledere il bene giuridico protetto, cioè il diritto alla riservatezza dei lavoratori, necessaria affinché il reato sussista […] è sufficiente anche se l’impianto non è messo in funzione, poiché, configurandosi come un reato di pericolo, la norma sanziona a priori l’installazione, prescindendo dal suo utilizzo o meno”.

Per consentire all’Azienda di ovviare alla condotta illecita, la Direzione Territoriale del Lavoro competente, nel verbale di prescrizione, fissa un “termine congruo” alla materiale rimozione degli impianti. Ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. n. 758/1994, infatti, “allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui all’art. 55 del codice di procedura penale, impartisce al contravventore un’apposita prescrizione, fissando per la regolarizzazione un termine non eccedente il periodo di tempo tecnicamente necessario. Tale termine è prorogabile a richiesta del contravventore, per la particolare complessità o per l’oggettiva difficoltà dell’adempimento. In nessun caso esso può superare i sei mesi.”

Qualora nel periodo di tempo fissato dall’organo di vigilanza venga siglato l’accordo sindacale ovvero venga rilasciata l’autorizzazione della competente Direzione Territoriale del Lavoro, venendo meno i presupposti oggettivi dell’illecito, l’ispettore può, ai sensi dall’art. 21 del D. Lgs. n. 758/1994, può accordare la corresponsione da parte del datore, in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, di una somma pari ad ¼ del massimo dell’ammenda stabilità per la contravvenzione commessa, corrispondente ad un importo di € 387,25.

 

 

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