CONTRATTO A TERMINE, APPRENDISTATO E BENFICI CONTRIBUTIVI: LE NUOVE RISPSOTE AD INTERPELLO.


interpelloFonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Interpello n. 15/2016 – Contratto a termine.

L’Associazione Nazionale Vettori ed Operatori del trasporto aereo avanza istanza al MLPS con l’intento di conoscere il parere, della Direzione generale per l’Attività Ispettiva, in merito alla corretta interpretazione delle disposizioni di cui agli art.. 19 ss. del D. Lgs. n. 81/2015.
L’ASSAEREO richiede se l’art. 21, comma 2 del D. Lgs. citato, laddove stabilisce l’applicazione del regime degli intervalli di 10 giorni tra la scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato inferiore o uguale a 6 mesi e di 20 giorni tra la scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato superiore a 6 mesi, non sia imputabile alle lavorazioni di carattere stagionale.
In seconda battuta, l’Associazione richiede se gli artt. 19, comma 2 e art. 23 comma 2, ove stabiliscono, rispettivamente, il termine massimo di 36 mesi ed il limite del 20% di lavoratori assunti con contratti a tempo determinato sul 100% del personale a tempo indeterminato, siano imputabili alle lavorazioni di trasporto aereo, considerate come stagionali.
Secondo la Direzione Generale, entrambe i quesiti dell’Associazione hanno esito positivo: l’attività considerata ai fini del quesito è da considerarsi a tutti gli effetti un’attività stagionale pertanto non sono valide né le disposizioni attinenti agli “stop & go” ne quelle relative ai limiti quantitativi.

Interpello n. 16/2016 – Giovani Genitori e studi professionali.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro avanza istanza di interpello in ordine all’applicazione dell’Incentivo Giovani Genitori, così come previsto dall’art. 2, comma 1 del D.M. 19 novembre 2010, a favore di lavoratori occupati negli studi professionali.
Secondo la Direzione Generale, sebbene la disposizione richiami esplicitamente il riconoscimento ad un incentivo alle “imprese private e alle società cooperative”, la locuzione può essere interpretata in modo estensivo, comprendendo tra le attività di impresa anche gli studi professionali essendo, come sostenuto dalla CGUE del 16 ottobre 2003 – C/32/02, attività economiche attive in un determinato mercato.

Interpello n. 17/2016 – Esonero contributivo biennale e precedente esonero triennale.

L’Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio adisce alla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva avanzando un quesito in merito all’esonero contributivo biennale, così come previsto dalla Legge n. 208/2015. In particolare, il quesito concerne la spettanza dell’esonero in caso di assunzione di un lavoratore per cui il precedente datore di lavoro aveva fruito, per un periodo inferiore ai 24 mesi, dell’esonero triennale, così come previsto dalla L. 190/2014.

Secondo il Ministero, richiamante le disposizioni operative dell’INPS fornite nella circolare 178/2015, è possibile fruire del beneficio di cui alla L. n. 208/2015, entro il limite previsto di 24 mesi, solo nel caso in cui l’assunzione riguardi un lavoratore per il quale l’esonero contributivo sia stato già usufruito da parte di un diverso datore di lavoro in ragione di un precedente contratto a tempo indeterminato successivamente conclusosi, purché il datore di lavoro che assume non sia una società controllata dal precedente datore di lavoro o ad esso collegata ai sensi dell’art. 2359 c.c. o facente capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

Interpello n. 18/2016 – Benefici contributivi e normativi.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro adisce al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per avere parere in merito alla corretta interpretazione dell’art. 1, comma 1175 della Legge n. 296/2006, concernente il riconoscimento dei benefici contributivi e normativi.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine del CDL chiede, in particolare, se il mancato versamento del Contributo di assistenza contrattuale, richiesto da alcune Associazioni di categoria per assicurare l’efficienza delle proprie attività, da parte di imprese non iscritte ad alcuna Associazione firmataria di ccnl, possa intendersi come mancata osservanza delle disposizioni di cui al comma 1175, art. 1 della Legge sopra citata.
Richiamando quanto già definito con la Circolare n. 4/2004, il Ministero del Lavoro ricordo che, entrando il Contributo in questione all’interno della parte obbligatoria del ccnl e non in quella normativa ed economica, la corresponsione del Contributo non è un obbligo gravante per le imprese.

Interpello n. 19/2016 – Apprendistato professionalizzante iscritti liste di mobilità.

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro risponde ad un quesito avanzato dalla Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, avente il fine di conoscere il parere della stessa Direzione in riferimento alla corretta interpretazione della disposizione di cui all’art. 47, comma 4, D.Lgs. n. 81/2015, concernente l’assunzione tramite apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, di lavoratori beneficiari di mobilità o di indennità di disoccupazione.
L’istante chiede se sia possibile annoverare nell’ambito delle categoria dei lavoratori fruitori di trattamento di disoccupazione, che possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante ai fini della loro qualificazione o riqualificazione, anche i soggetti disoccupati che percepiscono l’indennità oraria per la frequenza di azioni di politica attiva del lavoro o comunque i soggetti beneficiari di un contratto di ricollocazione.
La Direzione Generale, muovendosi in linea con quanto previsto dall’art. 47, comma 4, del D.Lgs. 81/2015, che ha previsto la possibilità di assumere in apprendistato professionalizzante e senza limiti di età i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione, risponde che “le stesse disposizioni non trovano applicazione nei confronti di soggetti disoccupati che siano beneficiari di assegno di ricollocazione o parti di contratto di ricollocazione, qualora gli stessi non siano percettori anche di un trattamento di disoccupazione”.

Interpello n. 20/2016 – Ferie programmate e permessi L. 104/1992.

La Cgil richiede al MLPS chiarimenti in merito alla coincidenza delle ferie programmate con la fruizione dei permessi per assistenza al congiunto disabile, ex art. 33, comma 3 della L. 104/1992.
In particolare, l’Istante richiede se il datore di lavoro può negare l’utilizzo dei citati permessi nel periodo di fruizione di ferie programmate nel caso di fermo produttivo.
Secondo la Direzione Generale, prevale il principio di assistenza e di tutela del disabile sulle esigenze di natura aziendale; il datore non potrà quindi negare la fruizione dei permessi di cui alla L. 104/1992, durante il periodo di ferie programmate.

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