CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ E FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE: LE PRIME INDICAZIONI DAL MINISTERO DEL LAVORO.


arton16970Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Con la nota di raccordo del 16 febbario 2016, n. 40 tra la disciplina dei Contratti di solidarieta non industriali, il Fondo di integrazione salariale ed i Fondi di solidarietà bilaterali alternativi, il Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali fornisce le prime e nuove indicazioni di utilizzo degli stessi.

Come previsto dall’art. 46 del Decreto Legislativo del 14 Settembre 2015, n. 148, dal 1 Luglio 2016 l’art. 5 del Decreto Legge del 20 Maggio 1993, n. 148 viene abrogato.

Secondo l’art. 5 del D.L. di cui sopra, all’impresa che non rientra nel campo di applicazione del trattamento di integrazione salariale e che al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di mobilità, stipula contratti di solidarietà viene corrisposto per un periodo massimo di due anni un contributo pari alla metà del monte ore retributivo da esse non dovuto a seguito della riduzione di orario.

Come stabilito dalla c.d. Legge di Stabilità 2016, al fine di favorire la transazione verso il nuovo sistema di ammortizzatori sociali e di ridurre l’impatto conseguente l’abrogazione del citato art. 5, viene previsto il finanziamento dei contratti di solidarietà, nel limite di euro 60 milioni per l’anno 2016, laddove il contributo potrà essere ammesso sulla scorta delle risorse finanziarie disponibili.

La normativa del nuovo Fondo di integrazione salariale trova applicazione, dal 1 Gennaio 2016, per i soggetti già iscritti al Fondo di solidarietà residuale, i quali verseranno nel Fondo le nuove aliquote di contribuzione, potendo, così, usufruire delle nuove prestazioni.

Le aziende che rientrano nel campo di applicazione del Fondo di integrazione salariale possono scegliere di accedere, alternativamente, alle prestazioni previste dal Fondo o a quelle previste dal Contributo di solidarietà.

Con riferimento al settore dell’artigianato ed alle imprese che usufruiscono di personale impiegato con contratti di somministrazione, il legislatore ha previsto, come da art. 27 del Decreto Legislativo n. 148 del 2015, la costituzione di Fondi di solidarietà bilaterale alternativi, in considerazione delle particolari esigenze del mercato di detti settori. Gli Accordi ed i Contratti collettivi definiscono una aliquota di finanziamento non inferiore allo 0,45% della retribuzione imponibile previdenziale, ripartita tra datore e lavoratore, come da accordi tra le parti sociali istitutive del Fondo.

Nota di raccordo del 18 Febbraio 2016, prot. n. 40/3763

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