LAVORO DOMESTICO: AMMESSO IL LICENZIAMENTO DELLA LAVORATRICE IN GRAVIDANZA


Fonte: Corte di Cassazione

La Cassazione con la Sentenza del 2 settembre 2015, n. 17433, ha dichiarato che le lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari possono essere licenziate dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno d’età del bambino senza che detto recesso datoriale sia qualificabile come illecito o discriminatorio.

Nello specifico, la Suprema Corte ha chiarito che, ex  art. 62, comma 1, D.Lgs. n. 151/2001, alle lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari si applicano le norme relative al congedo per maternità e le disposizioni di cui agli artt. 6, 16, 17, 22, ivi compreso il relativo trattamento economico e normativo, con esclusione, dunque, del divieto di licenziamento previsto, invece, dall’art. 54 del Testo Unico.

Pertanto, non essendo per legge vietato licenziare – in ambito di lavoro domestico – la lavoratrice in stato di gravidanza, tale recesso non può essere nullo o comunque discriminatorio.

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