OMISSIONE CONTRIBUTIVA: SANZIONATA ANCHE IN CASO DI MANCATO RITIRO DELLA NOTIFICA.


CassazioneFonte: Corte di Cassazione

Con la sentenza n. 968 del 13 gennaio 2015, la Corte di Cassazione ha configurato in capo all’imprenditore l’omissione contributiva a causa del mancato ritiro della raccomandata dell’Inps con l’accertamento contributivo.

L’atto dell’Inps è a forma libera e può essere inviato con raccomandata quindi la compiuta giacenza è già sufficiente a provare l’avvenuta comunicazione.

Il reato dell’omesso versamento all’Inps delle ritenute assistenziali e previdenziali (ai sensi dell’articolo 2, comma 1-bis, del Dl 638/1983), viene punito con reclusione fino a tre anni e con una multa fino a 1.032,91 euro. Eccezione viene fatta se il pagamento viene eseguito entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’accertamento della violazione.

Il datore di lavoro, per la mancanza delle formalità previste per le notificazioni, eccepisce la mancata notifica dell’accertamento e la nullità.

Per suddetta comunicazione, per la Corte di Cassazione, non vengono richieste specifiche formalità e quindi il mancato ritiro della raccomandata, che prevede dall’Inps la comunicazione dell’omissione contributiva all’imprenditore, è valido per far decorrere il termine trimestrale per il rinvio a giudizio del contribuente inadempiente.

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