LAVORATORI AUTONOMI: NON APPLICABILE LA PRESUNZIONE DI REDDITIVITA’ DEI PRELIEVI.


Corte Costituzionale

Fonte: Corte Costituzionale.

La Corte Costituzionale, con Sentenza del 6 ottobre 2014 n. 228, ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell’articolo 32, comma 1 n. 2) secondo periodo, del D.P.R. 600/1973, come modificato dall’articolo 1, comma 402 lettera a) numero 1), della Legge 30 dicembre 2004, n. 311, in quanto la disposizione estende ai lavoratori autonomi l’ambito operativo della presunzione in base alla quale le somme prelevate dal conto corrente (così come quelle su questo versate) costituiscono compensi assoggettabili a tassazione, se non sono annotate nelle scritture contabili e se non sono indicati i soggetti beneficiari dei pagamenti.

Tale presunzione viola il principio di capacità contributiva di cui all’articolo 53 della Costituzione, oltre che l’articolo 3 della Costituzione, e ciò in quanto per il reddito da lavoro autonomo non valgono le correlazioni tra costi e ricavi tipiche del reddito d’impresa e il prelevamento è un «fatto oggettivamente estraneo all’attività di produzione del reddito professionale».

Ad avviso della Corte, anche se le figure dell’imprenditore e del lavoratore autonomo sono per molti versi affini nel diritto interno come nel diritto comunitario, esistono specificità di quest’ultima categoria che inducono a ritenere arbitraria l’omogeneità di trattamento prevista dalla disposizione censurata, alla cui stregua anche per essa il prelevamento dal conto bancario corrisponderebbe ad un costo a sua volta produttivo di un ricavo. La presunzione prevista dalla norma non sembra ragionevole dal momento che gli eventuali prelevamenti vengono ad inserirsi in un sistema di contabilità semplificata di cui generalmente e legittimamente si avvale la categoria.

Ne consegue che è da ritenersi arbitrario ipotizzare che i prelievi ingiustificati da conti correnti bancari effettuati da un lavoratore autonomo siano destinati ad un investimento nell’ambito della propria attività professionale e che questo a sua volta sia produttivo di un reddito.

Cassazione Sentenza 6 ottobre 2014 n. 228

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