VIOLAZIONE DELLA DISCIPLINA SULL’ORARIO DI LAVORO: IMPORTI DA RIDETERMINARE SECONDO IL REGIME SANZIONATORIO PREVIGENTE.


ISPEZIONI

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Corte Costituzionale, in data 4 giugno 2014, ha depositato la sentenza n. 153 nella quale ha dichiarato l’illegittimità, per contrasto all’articolo 76 della Costituzione, dell’articolo 18 bis commi 3 e 4 del D.lgs. 8 aprile 2003 n. 66 nel testo introdotto dall’articolo 1 comma 1 lettera f) del D.lgs. 19 luglio 2004 n. 213, inerente le modifiche ed integrazioni al D.lgs. 8 aprile 2003 n. 66 in materia di apparato sanzionatorio della disciplina sull’orario di lavoro. L’illegittimità deriva dall’introduzione di un regime sanzionatorio sensibilmente più severo rispetto a quello previgente, mentre il Legislatore, nell’ambito della legge delega, aveva richiesto “sanzioni identiche a quelle eventualmente già comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e di pari offensività rispetto alle infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi”.

Sulla base di questa premessa, la Direzione generale per l’Attività Ispettiva, con la Lettera Circolare del 10 luglio 2014 n. 12552, dirama nuove istruzioni al personale delle Direzioni regionali e territoriali del lavoro per al fine di dare esecuzione alla decisione della Corte. Gli Uffici dovranno rideterminare gli importi, scaturiti dalle violazioni della disciplina sull’orario di lavoro, secondo il regime sanzionatorio di cui all’articolo 9 del R.D.L. n. 692/1923 e all’articolo 27 della Legge n. 370/1934 nei seguenti casi:

  • rapporti ex articolo 17 della Legge n. 689/1981, non ancora oggetto di ordinanza di ingiunzione, relativi a verbali di contestazione e notificazione di illeciti amministrativi, contenenti le sanzioni di cui alla norma dichiarata incostituzionale;
  • ordinanza di ingiunzione emessa ma senza che sia spirato il termine per l’opposizione giudiziale;
  • opposizione proposta quando il relativo giudizio sia ancora pendente, ovvero la sentenza non sia ancora passata in giudicato.

Nei casi in cui il procedimento sanzionatorio sia definitivamente chiuso non si avrà alcuna estensione degli effetti della sentenza di cui si è trattato, con la conseguente intangibilità degli atti adottati.

Lettera Circolare del 10 luglio 2014 n. 12552

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