FISIOTERAPISTI TRA PARTITE IVA E SUBORDINAZIONE: GLI INDIRIZZI DELLA DIREZIONE GENERALE PER L’ATTIVITA’ ISPETTIVA.


fondi sanitari

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva, nell’Interpello del 26 giugno 2014 n. 16, si pronuncia sull’istanza, avanzata da Confindustria, presentata al fine di avere chiarimenti in merito alla corretta interpretazione della disciplina di cui all’articolo 69 bis del D.lgs. 276/2003, concernente le prestazioni di lavoro autonomo espletate dai soggetti titolari di partita iva. In particolare, l’istante chiede se la presunzione relativa di parasubordinazione, contemplata dalla norma, possa trovare applicazione nei confronti della categoria professionale dei fisioterapisti, laddove ricorrano i presupposti previsti dalla stessa.

La presunzione, prevista al fine di contrastare l’utilizzo distorto delle partite iva, trova applicazione in presenza di determinate condizioni di legge, salvo prova contraria da parte del committente. E’ invece esclusa nei casi in cui la prestazione sia caratterizzata da competenze tecniche di grado elevato e sia svolta da un soggetto titolare di reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali, nonché qualora si tratti di “prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attivitò professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale o ad appositi registri, albi, ruoli, elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni”.

Con Decreto del 20 dicembre 2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha effettuato una “ricognizione” delle suddette attività, individuando i seguenti criteri di ordine generale:

  • gli ordini o collegi professionali, i registri, gli albi, i ruoli e gli elenchi professionali sono esclusivamente quelli tenuti o controllati da una amministrazione pubblica, ai sensi dell’articolo 1 comma 2 del D.lgs. 165/2001 nonché da federazioni sportive;
  • l’iscrizione è subordinata al superamento di un esame di stato o comunque alla necessaria valutazione da parte di specifico organo, dei presupposti legittimanti lo svolgimento delle attività.

Ai sensi dell’articolo 2 del Decreto del Ministero della Sanità del 14 settembre 1994 n. 741, il diploma universitario di fisioterapista abilita all’esercizio della professione e costituisce requisito indispensabile ai fini dell’iscrizione negli elenchi professionali dei fisioterapisti, laddove istituiti con legge regionale. Ne consegue che l’attività svolta dai fisioterapisti è ricompresa nell’ambito delle prestazioni professionali di cui all’articolo 69 bis comma 3 del D.lgs. 276/2003 con conseguente esclusione dalla presunzione nella misura in cui gli stessi siano in possesso di diploma abilitante e iscritti in appositi elenchi professionali, tenuti e controllati da parte di una amministrazione pubblica.

In ogni caso, è bene sottolineare che laddove siano riscontrabili gli usuali indici di subordinazione, la prestazione di lavoro autonomo dei fisioterapisti può essere direttamente ricondotta ad un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Interpello del 26 giugno 2014 n. 16 

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