CONVENZIONE ITALIA – CROAZIA: LE REGOLE PER UN CORRETTO DISTACCO DEI LAVORATORI


croaziaA cura di Francesco Geria – Consulente del Lavoro.

IL TRATTATO DI ADESIONE DELLA CROAZIA ALL’UNIONE EUROPEA. 

LA DISCIPLINA DEL DISTACCO TRA ITALIA E CROAZIA.

In questa sede si approfondiscono le istruzioni Inps contenute nella Circolare  n. 165 del 03/12/2013 a seguito della ratifica da parte dello Stato Italiano del Trattato di adesione della Croazia all’Unione Europea (L. n. 17 del 29 febbraio 2012, G.U. n. 52 del 2 marzo 2012, Supplemento Ordinario n. 42).

Viene inoltre analizzata l’evoluzione storica dalla Convenzione di Sicurezza Sociale tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Croazia, firmata il 27.06.1997, fino alla ratifica del Trattato di adesione della Croazia all’Unione Europea, soffermandosi in particolare sull’istituto del DISTACCO.

Riferimenti normativi ante L. n. 52/2012

  • Convenzione di      sicurezza sociale tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Croazia,      sottoscritta a Roma in data 27.06.1997 ed in vigore dall’01.11.2003;
  • Ratifica ed      esecuzione della Convenzione di sicurezza sociale tra la Repubblica      Italiana e la Repubblica di Croazia, con Legge del 27.05.1999, n. 167, in      G.U. del 15.06.1999 n. 138;
  • Accordo      amministrativo per l’applicazione della convenzione italo-croata di      sicurezza sociale, con accordo firmato il 12.09.2002 ed in vigore dal      01.11.2003;
  • Circolare INPS      del 23.01.2004 n. 15;
  • Circolare INPS      del 21.06.2004 n. 97;
  • Circolare INAIL      del 19.02.2004 n. 14;
  • Circolare INAIL      del 09.07.2004 n. 35.

Riferimenti normativi post L. n. 52/2012

  • Regolamento CE n. 883/2004 e Regolamento UE n. 1231/2010;
  • Legge del 29.02.2012 n. 17, in Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2012 n. 52;
  • Circolare INPS del 18.07.2013 n. 109;
  • Messaggio INPS del 30.07.2013 n. 12242;
  • Circolare INPS  del 03.12.2013 n. 165.

A seguito della ratifica da parte dello Stato Italiano del Trattato di adesione della Croazia all’Unione Europea, in questa sede si analizza l’evoluzione storica dei rapporti giuridici tra i due Stati (Italia – Croazia), in particolar modo soffermandosi sull’istituto del distacco, materia oggetto di chiarimenti da parte dell’INPS (Circolare n. 165/2013).

Per poter comprendere al meglio le modifiche normative alla disciplina in essere è bene, innanzitutto, riepilogare quanto stato stabilito con la Convenzione di Sicurezza Sociale tra la Repubblica Italiana e la Croazia (Legge di ratifica 167/1999). Attraverso questo accordo si stabilirono infatti i primi rapporti giuridici in materia di diritto del lavoro tra i due Stati.

DISCIPLINA ANTE L. 52/2012.

CAMPO DI APPLICAZIONE SOGGETTIVO:

La Convenzione si applicava ai cittadini dei due Stati contraenti che erano, o erano stati, soggetti alla legislazione di uno o di entrambi gli Stati contraenti, nonché ai loro familiari e superstiti (art. 3, Convenzione Italia-Croazia).

CAMPO DI APPLICAZIONE OGGETTIVO: 

Nella Repubblica Italiana la Convenzione si applicava alle legislazioni riguardanti:

  • l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • l’assicurazione per malattia, compresa la tubercolosi e la maternità;
  • l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
  • l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
  • le prestazioni familiari;
  • i regimi speciali di assicurazione sostitutivi stabiliti per determinate categorie di lavoratori, in quanto si riferiscano a prestazioni o rischi coperti dalle legislazioni indicate alle lettere precedenti.

 Nella Repubblica di Croazia la Convenzione si applicava alle legislazioni inerenti (art. 2, Convenzione Italia-Croazia):

  • l’assicurazione sanitaria e le cure mediche.

 CASI PARTICOLARI:

in deroga ai criteri generali (art. 6, Convenzione Italia-Croazia):

–          il lavoratore dipendente da un’impresa con sede in uno degli Stati contraenti inviato nel territorio dell’altro Stato contraente per un periodo di tempo limitato (distacco), rimaneva soggetto alla legislazione del primo Stato, con occupazione nel territorio dell’altro Stato non eccedente il periodo di 48 mesi. In caso di prolungamento oltre i 48 mesi previsti, l’applicazione della legislazione dello Stato in cui aveva sede l’impresa era eccezionalmente prorogata per altri 48 mesi;

–          le persone che esercitanti abitualmente un’attività autonoma nel territorio di uno dei due Stati contraenti e che si recavano ad esercitare tale attività nel territorio dell’altro Stato per un limitato periodo di tempo continuavano ad essere assicurati in base alla legislazione del primo Stato. Tale permanenza nell’altro Stato non doveva superare il periodo di 12 mesi. In caso di proroga per motivi imprevedibili, superando i 12 mesi, l’applicazione della legislazione in vigore nello Stato di residenza abituale era prorogata per altri 12 mesi;

–          il personale viaggiante delle imprese di trasporto aereo, su strada, o per ferrovia, rimaneva soggetto esclusivamente alla legislazione dello Stato sul cui territorio ha sede l’impresa;

–           i lavoratori dipendenti, da imprese di interesse nazionale esercenti servizi di telecomunicazioni, da imprese esercenti trasporto di passeggeri o di merci per ferrovia, su strada, per via aerea o marittima e da ogni altra impresa da stabilirsi successivamente, mediante scambio di note, che avessero avuto la loro sede principale nel territorio di uno degli Stati contraenti e che venivano inviati nel territorio dell’altro Stato presso una succursale o una rappresentanza permanente, rimanevano soggetti alla legislazione dello Stato in cui si trovava la sede principale.

Le Autorità competenti dei due Stati contraenti potevano prevedere di comune accordo, in deroga a quanto previsto dalla Convenzione, che restasse applicata la legislazione dello Stato di appartenenza del lavoratore ogni qualvolta, a causa della frequenza dei trasferimenti del lavoratore, o del loro carattere eccezionale, o dell’età del lavoratore, fosse stata meno favorevole per il lavoratore stesso l’applicazione della legislazione dello Stato sul cui territorio veniva esercitata l’attività (art. 8 Convenzione Italia-Croazia).

 IL DISTACCO.

Nel caso di invio in Croazia per un periodo di tempo limitato di un lavoratore italiano dipendente da un’impresa con sede in Italia, ovvero nel caso di cittadini italiani che esercitavano in Italia un’attività autonoma e che si fossero recati in Croazia per esercitare tale attività sempre per un periodo limitato, la Convenzione Italia-Croazia, consentiva di mantenere la copertura assicurativa in Italia relativamente alle voci di cui all’art. 2 della Convenzione, sempre che la sua permanenza in Croazia non superasse il periodo di 48 mesi, ovvero di 12 mesi, se lavoratore autonomo.

In tale situazione il datore di lavoro distaccante, ovvero, il lavoratore autonomo, era obbligato a richiedere ed ottenere dall’INPS il MODELLO 101/I riportante le date nelle quali il lavoratore poteva restare soggetto alla legislazione italiana (art. 6, Convenzione Italia-Croazia; art. 4, Accordo amministrativo Italia-Croazia). Il Modulo doveva essere compilato in 3 copie e presentato alla sede INPS competente. Qualora, per motivi imprevedibili, detta occupazione fosse stata prolungata oltre la durata originaria (48 mesi o 12 mesi) l’applicazione della legislazione vigente in Italia poteva essere eccezionalmente mantenuta a seguito di accordi con l’Autorità Competente croata.

Per la proroga del distacco del dipendente o della permanenza del lavoratore autonomo, doveva essere richiesta all’Autorità previdenziale croata esplicita autorizzazione per il mantenimento dell’assoggettamento alla legislazione italiana per un periodo massimo di ulteriori 48 mesi, o 12 mesi per i lavoratori autonomi, mediante il MODELLO 102/I da compilarsi in 4 copie  (art. 6, Convenzione Italia-Croazia; art. 4, Accordo amministrativo Italia-Croazia).

DISCIPLINA POST L.52/2012.

Con la Legge n. 17 del 29.02.2012 l’Italia ha ratificato il Trattato di adesione della Croazia all’Unione Europea, portando a degli adeguamenti delle Convenzioni fino a quel momento adottate.

Il Trattato, stipulato il 9 dicembre 2011 a Bruxelles e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 24 aprile del 2012, n. 112, è in vigore dal 1 luglio 2013.

I trattati e gli atti adottati dalle Istituzioni dell’Unione Europea prima del 1 luglio 2013 sono vincolanti per la Croazia e si applicano alle condizioni previste dall’Atto di adesione, che costituisce parte integrante del Trattato.

Inoltre, il Regolamento (UE) n. 517/2013 del 13 maggio 2013 (in vigore dal 1 luglio 2013) ha adeguato taluni regolamenti, tra cui il Regolamento (CE) n. 883/2004, in relazione al Trattato di adesione.

Di conseguenza, il regolamento (CE) n. 883/2004 e il relativo regolamento di applicazione (CE) n. 987/2009 e successive modifiche, dal 1 luglio 2013, sia applicano anche alla Croazia, sostituendo la Convenzione di sicurezza sociale tra Italia e Croazia summenzionata.

 AMBITO DI APPLICAZIONE SOGGETTIVO.

Dal 1 luglio 2013, nei rapporti con la Croazia l’ambito di applicazione soggettivo è determinato dall’art. 2  del regolamento (CE) n. 883/2004 (circolare n. 82 del 01.07.2010):

il presente regolamento si applica ai cittadini di uno Stato membro, agli apolidi e ai rifugiati residenti in uno Stato membro che sono o sono stati soggetti alla legislazione di uno o più Stati membri, nonché ai loro familiari e superstiti.

Inoltre, il presente regolamento si applica ai superstiti delle persone che sono state soggette alla legislazione di uno o più Stati membri, indipendentemente dalla cittadinanza di tali persone, quando i loro superstiti sono cittadini di uno Stato membro oppure apolidi o rifugiati residenti in uno degli Stati membri”.

Il campo di applicazione viene esteso ai cittadini di Paesi Terzi legalmente residenti in uno Stato membro (Regolamento 987/2009; circolare n. 51 del 15.03.2011).

Si stabilisce inoltre, che diversamente da quanto precedentemente dettato, i Regolamenti dell’Unione Europea si applicano anche ai dipendenti pubblici (nota operativa n. 43 del 25 agosto dell’ex-Inpdap).

AMBITO DI APPLICAZIONE OGGETTIVO:

 L’ambito di applicazione oggettivo è determinato dall’art. 2 del Regolamento (CE) n. 883/2004 (circolare n. 82 del 01.07.2010):

“Il presente regolamento si applica a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti:

  1. le prestazioni di malattia;
  2. le prestazioni di maternità e di paternità assimilate;
  3. le prestazioni d’invalidità;
  4. le prestazioni di vecchiaia;
  5. le prestazioni per i superstiti;
  6. le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali;
  7. gli assegni in caso di morte;
  8. le prestazioni di disoccupazione;
  9. le prestazioni di pensionamento anticipato;
  10. le prestazioni familiari.

Fatte salve le disposizioni dell’allegato XI, il presente regolamento si applica ai regimi di sicurezza sociale generali e speciali, contributivi o non contributivi, nonché ai regimi relativi agli obblighi del datore di lavoro o dell’armatore.

Il presente regolamento si applica anche alle prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo di cui all’articolo 70”.

DISTACCO DEI LAVORATORI DIPENDENTI.

Diversamente da quanto disciplinato dalla Convezione di sicurezza sociale, che prevedeva la possibilità di attuare un distacco della durata massima di 48 mesi con possibilità di proroga di altri 48 mesi, dal 1 luglio 2013 il Regolamento (CE) 883/2004 all’art. 12, prevede che la persona che svolge un’attività subordinata in uno Stato membro alle dipendenze di un datore di lavoro che esercita abitualmente le sue attività in detto Stato, può essere inviata in un altro Stato membro e rimanere soggetta alla legislazione dello Stato di invio per un periodo non superiore a 24 mesi.

DISTACCO DEI LAVORATORI AUTONOMI.

Anche per questa fattispecie vengono apportate delle modifiche alla Convezione di sicurezza sociale. Il Regolamento (CE) 883/2004 all’art. 12, stabilisce infatti che dal 1 luglio 2013 il lavoratore autonomo possa rimanere assoggettato alla legislazione dello Stato membro in cui abitualmente svolge tale attività per un periodo massimo di 24 mesi e non più di 12 mesi.

REGIME TRANSITORIO.

Tutti i periodi di distacco autorizzati ai sensi della Convenzione italo-croata, devono essere considerati per il calcolo del periodo di distacco ininterrotto, affinché non venga superato il limite di 24 mesi (Regolamento (CE) 883/2004 all’art. 12; Circolare n. 99 del 2010).

Distacchi autorizzati dalla Convenzione italo – croata e in corso di esecuzione al 1 luglio 2013. Accordo tra le autorità competenti:

  • i distacchi e le eventuali proroghe richiesti prima del 1 luglio 2013 e in corso di esecuzione alla predetta data, si portano a termine in applicazione dell’accordo bilaterale preesistente;
  • le nuove proroghe richieste dopo il 1 luglio 2013 potranno essere concesse solo in applicazione e alle condizioni previste dall’art. 16 del Regolamento (CE) n. 833/2004;
  • gli accordi stipulati prima del 1 luglio 2013 dalle Autorità competenti in deroga alle disposizioni generali previste dall’accordo bilaterale preesistente (art. 8), restano validi fino a naturale scadenza;
  • al termine dei periodi di distacco, autorizzati in applicazione della Convenzione bilaterale e che eccedono i limiti temporali previsti dall’art. 16 del Regolamento (CE) 883/2004, sarà possibile autorizzare un nuovo distacco solo dopo un’interruzione di almeno 2 mesi.

In riferimento agli accordi intrapresi ai sensi dell’art. 16 Regolamento (CE) 833/2004 si rammenta che il periodo massimo di 5 anni di distacco totale (generalmente ammesso in ambito europeo) deve comprendere anche i periodi di distacco eventualmente effettuato ai sensi della previgente normativa convenzionale.

Le certificazioni IT/HR 101 e HR/IT 101 restano valide anche successivamente al 1 luglio 2013 e fino alla data in esse specificate.

Esempi di situazioni particolari che possono verificarsi per i lavoratori dipendenti:

  • formulario del distacco emesso per il periodo dal 1 luglio 2011 al 30 giugno del 2013 à nessuna estensione del distacco possibile. In questo caso l’eventuale proroga potrà essere richiesta ai sensi e alle condizioni previste dall’art. 16 del Regolamento 883/2004;
  • formulario del distacco emesso per il periodo dal 1 luglio 2012 al 30 giugno 2013 à possibile estensione del distacco possibile fino al 30 giugno 2014 con il rilascio del documento portatile A1 (art. 12 Regolamento 883/2004);
  • formulario del distacco emesso dal 1 luglio 2012 al 30 giugno 2016 à certificazione valida fino al termine del periodo di distacco autorizzato. Al termine di tale periodo, tenuto conto che generalmente in ambito comunitario il distacco è ammesso per un massimo di 5 anni, potrà essere richiesta una proroga per un ulteriore anno (art. 16 Regolamento 883/2004);
  • formulario di proroga del distacco emesso dal 1 giugno 2013 al 31 maggio 2017 à certificazione valida fino al termine del periodo di distacco autorizzato, anche se il periodo complessivo del distacco è pari a 96 mesi (48 mesi di distacco e 48 mesi di proroga).

 Esempi di situazioni particolari che possono verificarsi per i lavoratori autonomi:

  • formulario del distacco emesso dal 1 luglio 2012 al 30 giugno 2013 à possibile estensione del distacco fino al 30 giugno 2014 con il rilascio del documento portatile A1 (art. 12 Regolamento 883/2004);
  • formulario di proroga del distacco emesso dal 1 luglio 2012 al 30 giugno 2013 à nessuna estensione possibile del distacco (durata massima del distacco raggiunta). In questo caso l’eventuale proroga potrà essere richiesta ai sensi e alle condizioni previste dall’art. 16 del Regolamento 883/2004;

 CASI PATICOLARI:

Personale viaggiante delle imprese di trasporto aereo, su strada e per ferrovia; diversamente da quanto previsto dall’art. 6 della Convenzione italo croata summenzionata, dal 1 luglio 2013 la legislazione applicabile sarà determinata in base alle disposizioni comunitarie:

1. i dipendenti dei trasporti internazionali su strada sono soggetti alla legislazione determinata ai sensi dell’art. 13 Regolamento 883/2004, come modificato dal Regolamento 465/2012;

“La persona che esercita abitualmente un’attività su­bordinata in due o più Stati membri è soggetta:

a)     se esercita una parte sostanziale della sua attività in tale Stato membro, alla legislazione dello Stato membro di residenza oppure;

b)   se non esercita una parte sostanziale della sua attività nello Stato membro di residenza:

1.        i)  alla legislazione dello Stato membro in cui ha la propria sede legale o il proprio domicilio l’impresa o il datore di lavoro, se è alle dipendenze di un’im­presa o di un datore di lavoro, oppure

2.       ii)  alla legislazione dello Stato membro in cui ha la propria sede legale o il proprio domicilio l’impresa o il datore di lavoro, se è alle dipendenze di due o più imprese o datori di lavoro aventi la propria sede legale o il proprio domicilio in un solo Stato membro; oppure

3.        iii)  alla legislazione dello Stato membro in cui l’impresa o il datore di lavoro ha la propria sede legale o il proprio domicilio diverso dallo Stato membro di residenza, se è alle dipendenze di due o più imprese o datori di lavoro aventi la propria sede legale o il proprio domicilio in due Stati membri, di cui uno è lo Stato membro di residenza; oppure

4.        iv)  alla legislazione dello Stato membro di residenza se è alle dipendenze di due o più imprese o datori di lavoro, almeno due dei quali hanno la propria sede legale o il proprio domicilio in Stati membri diversi dallo Stato membro di residenza”;

2. il personale dipendente da imprese operanti nel settore dell’aviazione civile sono soggetti alla legislazione determinata in base all’art. 11 paragrafo 5 del regolamento 883/2004, come modificato dal Regolamento 465/2012 – principio della base di servizio (circolare n. 111 del 19 settembre 2012) . 

Un’attività svolta dagli equipaggi di condotta e di cabina addetti a servizi di trasporto aereo passeggeri o merci è considerata un’attività svolta nello Stato membro in cui è situata la base di servizio, quale definita all’allegato III del regolamento (CEE) n. 3922/91”.

La Convenzione italo-croata non conteneva disposizioni in materia di legislazione applicabile per situazioni di esercizio di un’attività in due o più Stati, pertanto dal 1 luglio 2013, tali situazioni sono disciplinate in base alla normativa comunitaria (art. 13 del Regolamento n. 883/2004).

Inoltre, alla data di entrata in vigore del trattato di adesione della Croazia all’UE, non sono ancora applicabili disposizioni comunitarie in materia di sicurezza sociale.

La Croazia non ha attualmente aderito né all’Accordo tra la Comunità Europea, ciascuno dei suoi Stati Membri e la Confederazione Svizzera, né all’Accordo SEE (accordo sullo Spazio Economico Europeo applicabile nei confronti dell’Islanda, Norvegia e Liechtenstein). Pertanto eventuali disposizioni emanate relativamente a tali Accordi, non risultano ad oggi applicabili al predetto Stato.

Per quanto riguarda la Svizzera trova applicazione il protocollo finale, allegato alla Convenzione di sicurezza sociale tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera del 14 dicembre 1962.

Detto protocollo al punto 4) dispone che:

“la regolamentazione dell’art. 5 della Convenzione si applica a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro cittadinanza, ad eccezione della lettera f) del citato articolo”.

Nello specifico il citato art. 5 prevede alcune deroghe (es. distacco) al principio di territorialità della legislazione applicabile che, ad eccezione del personale delle rappresentanze diplomatiche e consolari (lettera f), si applicano a tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro cittadinanza. 

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