S.T.P. : LE SOCIETA’ TRA PROFESSIONISTI.


Manager to worka cura di Ottorino Ravella – Ragioniere Commercialista ed Esperto Contabile.

Finalmente il legislatore ha consentito la costituzione di società tra professionisti nelle forme previste dai titoli V e VI del Libro V del Codice Civile.

Queste le fonti normative.

  • Art. 10 della L. 12/11/2011 n. 183 (Legge di stabilità 2012)
  • D.M. 8/2/2013 n. 34

Il combinato delle disposizioni sopra indicate permette di individuare due tipi di società:

  • società tra professionisti (o società professionale): costituibili tra professionisti esercenti la medesima attività professionale, regolamentata da un sistema ordinistico.
  • società multidisciplinare: costituibili tra professionisti esercenti differenti attività professionali, regolamentate dai rispettivi sistemi ordinistici.

 Le STP posso essere costituite nelle seguenti forme:

  • Società semplice
  • Società in nome collettivo
  • Società in accomandita semplice
  • Società a responsabilità limitata
  • Società a responsabilità limitata semplificata
  • Società per azioni
  • Società in accomandita per azioni
  • Società cooperativa (con minimo di tre soci)

Tra i requisiti richiesti per la costituzione delle STP si rilevano:

  • l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci.
  • i soci dovranno essere professionisti iscritti ad un albo professionale (questi soci dovranno rappresentare almeno la maggioranza di 2/3 del capitale sociale). Potranno esservi anche soci di solo capitale e soci per sole prestazioni tecniche (non professionisti).
  • lo statuto dovrà prevedere modalità e principi affinchè l’incarico conferito venga eseguito da soci in possesso dei requisiti previsti per l’esercizio della professione. Lo statuto dovrà prevedere inoltre la stipula di polizza assicurativa per responsabilità civile di danni causati dai professionisti nell’esercizio della loro attività professionale e contemplare le modalità di esclusione dalla società di quel socio che sia stato cancellato definitivamente dal proprio ordine professionale.
  • la partecipazione ad altra STP è incompatibile con la partecipazione alla società.
  • i soci professionisti sono tenuti al rispetto delle norme deontologiche emanate dall’ordine professionale e  del segreto professionale, che possono opporre anche nei confronti degli altri soci.
  • la ragione sociale deve indicare che si tratta di società tra professionisti.

Tutte le STP hanno l’obbligo di iscriversi al Registro delle Imprese e nella sezione speciale dei degli Albi tenuti dagli Ordini di appartenenza dei soci; per le società multidisciplinari l’iscrizione dovrà avvenire presso tutti gli ordini di appartenenza di tutti i soci.

Il corretto trattamento fiscale del reddito prodotto dalle STP  è  stato chiarito dall’ Agenzia delle Entrate con R.M. 118/E del 25.5.2003 che sostiene la tesi dell’inquadramento nel “lavoro autonomo” senza però che vi sia il supporto di un preciso dato normativo. Pare comunque rimanere il dubbio cioè se il reddito delle STP debba essere ritenuto “d’impresa” (in relazione alla tipologia societaria adottata) o di “lavoro autonomo” e quindi determinato con il principio di “competenza” invece che di “cassa”. Altri dubbi rimangono in merito al trattamento previdenziale delle prestazioni professionali qualora esse debbano essere assoggettate a percentuali diverse (4% e 2%) in ragione della diversa iscrizione alle diverse casse previdenziali degli associati.

L’apertura dell’esercizio dell’attività professionale in forma societaria allinea il nostro Paese agli altri stati europei. I timori, espressi dai professionisti in sede di formazione delle norme, legati alla presenza di soci di capitale che avrebbero potuto influenzare l’indipendenza, la diligenza, l’autonomia e l’integrità cui sono tenuti i soci professionisti, sono stati fugati dalla previsione della maggioranza di soci professionisti in 2/3 del partecipazione al capitale sociale.

Se da una parte, per i professionisti, rimane un certo scetticismo verso le STP a causa della carenza di precisazioni sulla normativa fiscale e previdenziale, per l’altra parte, il pubblico, ci sono quelle tutele, consequenziali agli obblighi deontologici imposti ai soci che forniscono le prestazioni professionali, che le tradizionali società di capitali non sono in grado di garantire.

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