SECONDA RATA ACCONTI DELLE IMPOSTE: OBBLIGO DI RICALCOLO.


 ires-irpef-irap_324x230a cura di Luca Trevisan – Dottore Commercialista.

Tradizionalmente la fine del mese di novembre porta con sé la scadenza per il versamento della seconda o unica rata degli acconti delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di altre imposte sostitutive e addizionali. Poiché il 30 novembre cade di sabato, la scadenza viene prorogata al 2 dicembre 2013 per i soggetti IRPEF e i soggetti IRES con esercizio coincidente con l’anno solare.

Quest’anno vi sono alcune novità rilevanti che si riassumono di seguito

In primo luogo  è stato confermato l’incremento dal 99% al 100% della misura degli acconti IRPEF ed IRAP dovuta dai soggetti IRPEF (DL 76/2013 convertito nella L. 99/2013). Si tratta di un incremento a regime che produce effetti per il 2013 esclusivamente sulla seconda o unica rata; la prima rata doveva infatti essere calcolata in base al 99%.

Passa invece dal 100% al 101% la misura dell’acconto IRES ed IRAP dovuta dai soggetti IRES. A differenza dell’IRPEF, in questo caso l’aumento non è disposto a regime, ma opera soltanto per il 2013. Anche in questo caso l’aumento produce effetti esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto, considerato che la prima rata di acconto relativa al 2013 doveva essere determinata in base al 100%.

Nessuna novità, invece, in merito ai metodi utilizzabili per il calcolo dell’acconto. Il contribuente potrà optare per il cosiddetto metodo storico, che si basa sull’imposta “netta” dovuta per l’anno precedente, risultante dal modello UNICO 2013, oppure per il cosiddetto metodo previsionale, che prende come valore di riferimento  l’imposta netta che si presume sarà dovuta per il periodo d’imposta in corso.

E’ possibile adottare metodi differenti di determinazione dell’acconto per i diversi tributi (Circ. Assonime 6 giugno 2008 n. 39), così come è possibile adottare i diversi metodi in modo non uniforme (adozione di un metodo per la prima rata, di un diverso metodo per la seconda rata (Circ. Assonime 11 giugno 2012 n. 18), purché i versamenti in acconto risultino congrui rispetto ad almeno uno dei suddetti criteri (storico o previsionale).

Nel caso di adozione del metodo storico, il contribuente deve verificare se sussistono obblighi di ricalcolo delle imposte relative al 2012, sulle quali commisurare gli acconti dovuti per il 2013, imposti da specifiche disposizioni di legge, quali.

  • la riduzione al 20% della percentuale di deducibilità dei costi degli autoveicoli per imprese;
  • la fruizione, nel 2012, delle agevolazioni fiscali per le reti di imprese e della deduzione forfetaria dal reddito d’impresa per i benzinai;
  • la rivalutazione dei redditi dominicale e agrario disposta dalla legge di stabilità 2013 e l’inapplicabilità dell’esclusione dalla formazione dell’imponibile IRPEF o IRES del reddito degli immobili locati oggetto di sospensione degli sfratti
  • la proroga al 2013 della parziale detassazione dei redditi di lavoro dipendente dei frontalieri e delle detrazioni per carichi di famiglia dei soggetti non residenti.

Nessuna novità riguardo le modalità di calcolo da utilizzare per verificare se sussiste l’obbligo di versamento. L’acconto è infatti dovuto in questi casi:

  • IRPEF: rigo RN33 (rigo differenza) modello UNICO 2013 PF pari o superiore a 52 euro;
  • IRES: rigo RN17 (ires dovuta o differenza a favore del contribuente)  modello UNICO 2013 SC pari o superiore a 21 euro;
  • IRAP Persone fisiche : rigo IR21 modello Irap 2013 pari o superiore a 52 euro;
  • IRAP Società di persone:  rigo IR21 modello Irap 2013 pari o superiore a 52 euro;
  • IRAP Società di capitali ed enti commerciali:  rigo IR21 modello Irap 2013 pari o superiore a 21 euro.

 Link DL 76/2013 convertito nella L. 99/2013:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/08/22/13A07089/sg

 

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