PRESTAZIONI OCCASIONALI: APPROFONDIMENTO


prestazioni occasionalia cura della Dott.ssa Valentina Fin.

In questa sede presentiamo per una breve sintesi della discilina normativa in merito alle Prestazioni Occasionali di lavoro autonomo.  Questa vuole essere l’occasione per chiarire alcunio aspetti che spesso vengono confusi o utilizzati in modalità non consona alla loro naturale applicazione.

Malgrado l’espressione “collaborazione occasionale” riservata dalla Riforma Biagi alle co.co.co. inferiori a 30 giorni ed a 5.000,00€ nell’anno solare con lo stesso committente, esse non vanno in alcun modo confuse né, con il lavoro autonomo occasionale, né con il lavoro occasionale accessorio, che corrispondono ad una diversa qualificazione giuridica del rapporto di lavoro, con conseguente diverso regime fiscale e previdenziale.
Lo stesso parametro dei 5.000,00€ adottato nelle varie fattispecie assume un valore nettamente differente da caso a caso.

Collaborazioni occasionali.

Sono prestazioni che la Riforma Biagi D.Lgs. 276/2003 ha ritenuto non meritevoli della tutela del progetto, perché di breve durata e di modesto importo (30 giorni e 5.000,00€ massimi nell’anno solare con lo stesso committente  – v. anche soggetti esclusi); ma sotto il profilo giuridico, e anche previdenziale, restano a tutti gli effetti delle collaborazioni coordinate e continuative, di cui conservano i requisiti tipici. Pertanto, ai sensi della L. 335/95 istitutiva della Gestione Separata, si iscrivono (oggi come in passato) sempre e comunque alla Gestione, qualunque sia la durata e qualunque sia l’importo. Sotto il profilo fiscale inoltre esse sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente, il che implica l’applicazione delle stesse norme di definizione della base imponibile, quale ad es. il principio di cassa allargato.

 Lavoro autonomo occasionale.

Concerne prestazioni che trovano la loro fonte normativa nelle disposizioni dell’art. 2222 c.c. e ss. del c.c. sul contratto d’opera, e che, a prescindere dalla durata e dall’importo percepito, hanno carattere del tutto episodico e sono completamente svincolate dalle esigenze di coordinamento con l’attività del committente; per tali ragioni non è configurabile, per esse la fattispecie giuridica della collaborazione coordinata e continuativa. Sotto il profilo fiscale dei compensi sono classificati come redditi diversi ex art. 67 c. 1, lett. L TUIR. Sotto il profilo previdenziale invece non sono stati assicurati nella Gestione Separata fino al 2003, poiché non contemplati dalla L. 335/95. Dal 1° gennaio 2004 sono stati invece assicurati per effetto di altra norma solo per redditi fiscalmente imponibili superiori a 5.000,00€ nell’anno solare, considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali.

 Lavoro occasionale accessorio.

Riguarda prestazioni meramente occasionali non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o autonomo, i cui compensi sono del tutto esenti ai fini fiscali e non incidono sullo stato di disoccupato o inoccupato. Per tali prestazioni il D.lgs. 276/03 ha previsto un meccanismo di tutela assicurativa e previdenziale del tutto innovativo, grazie al sistema dei cd. buoni lavoro o voucher.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE

Fonti normative.

- Art. 2222 e ss. c.c.
– D.Lgs. n. 276 del 10 settembre 2003
– Art. 67 c.1, lett l. e art. 71 c. 2  TUIR (D.P.R n. 917 del 22 Dicembre 1986)
– Art. 74 D.L. 30 settembre 2003 convertito con modifiche nella L. 24 novembre 2003 n. 326
– Art. 71 c. 2 TUIR
– Messaggio INPS 22 maggio 2007 n. 12768

Definizione.

Lavoratore autonomo occasionale è chi si obbliga a compiere dietro corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale. Rispetto ad una collaborazione coordinata e continuativa, a progetto o non, si distingue per :

-          Completa autonomia del lavoratore, mancando il potere di coordinamento del committente.
–          Mancanza del requisito di continuità, essendo tale collaborazione solamente episodica.
–          Mancanza di inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale.

Il D.lgs. 276/03 disciplinando le collaborazioni coordinate e continuative ha istituito la disciplina del progetto per quei rapporti lavorativi che superato i 30 giorni e/o i 5.000,00€ nel corso dell’anno solare e per lo stesso committente. Il Ministero del Lavoro ha però precisato che la disciplina del progetto non ha abrogato le disposizioni di cui al 2222 ss. c.c., per cui se anche si dovessero superare i limiti, non necessariamente questo configurerebbe una collaborazione coordinata e continuativa a progetto o a programma.

Base imponibile contributiva e obblighi fiscali.

 I primi 5.000,00€ annui rappresentato il limite alla soglia di esenzione contributiva. Dal 01/01/2004 (art. 44 D.L. 30 settembre 2003 convertito con modifiche nella L. 24 novembre 2003 n. 236), per i redditi fiscalmente imponibili superiori a 5.000.00€ nell’anno solare, considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali, è prevista l’iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata.
I redditi da lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra “i redditi diversi” art. 67 c. 1 lett. l. del TUIR.
L’art. 71 c. 2 TUIR  dispone che l’imponibile sia ricavato per differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.
L’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti dalla fattura.
Gli obblighi fiscali del sostituto si assolvono applicando e versando una ritenuta a titolo d’acconto nella misura del 20% con codice tributo 1040 e alla redazione del modello 770.
La ritenuta fiscale deve essere applicata sul compenso percepito, al lordo della ritenuta previdenziale a carico del prestatore (1/3 dell’aliquota previdenziale applicabile).
Il prestatore provvederà in sede di dichiarazione dei redditi a dedurre quanto trattenuto ai fini previdenziali nel quadro RP.

Adempimenti contributivi.

I lavoratori devono iscriversi alla Gestione Separata Inps e comunicare ai committenti interessati, all’inizio dei singoli rapporti e  durante il loro svolgimento, il superamento o meno della soglia reddituale e della soglia di esenzione di 5.000,00€.
Se tale soglia fosse superata con il concorso di più compensi nello stesso mese, ciascun committente concorrerà in misura proporzionale, in base al rapporto tra il suo compenso ed il totale di quelli erogati nel mese.
Ai lavoratori autonomi occasionali si applicano le stesse regole, già previste per i co.co.co., in materia di iscrizione, ripartizione del contributo, versamento, denuncia, nonché le regole generali in materia di aliquote massimali e accredito contributivo.

Trattamenti di famiglia.

Il lavoratore autonomo che svolge prestazioni di lavoro occasionali, che configurano un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, ha titolo all’assegno per il nucleo familiare qualora, oltre alla prevista iscrizione alla gestione separata, sussista l’obbligo di versamento della relativa maggiorazione contributiva.

Malattia.

Ai lavoratori occasionali non spetta l’indennità di malattia (Messaggio INPS 22 maggio 2007 n. 12768).

Disoccupazione.

Le giornate di lavoro svolte in tale tipo di contratto non sono utili né per il diritto, né per la misura della prestazione.

Integrazione salariale.

Il lavoratore occasionale, in quanto lavoratore non subordinato, non ha diritto alla corresponsione dell’integrazione salariale.

Leggi anche: –>  LE PRESTAZIONI DA LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE NEL 2014

343 risposte a “PRESTAZIONI OCCASIONALI: APPROFONDIMENTO

  1. buongiorno lavoro in ospedale e sono dipendente a tempo indeterminato, la mia azienda ha rifiutato la lettera in cui chiedevo di lavorare in un bar la domenica con pagamento di voucher.
    e’ giusto ?? se continuo a percepire i voucher posso andare incontro a grane?

    • Salve Federica,
      si, l’azienda ospedaliera può rifiutare ai propri dipendenti il consenso a prestare altra attività lavorativa di qualsiasi genere, in quanto tale possibilità è previsto, per legge, nel settore pubblico. In caso lei continuasse a svolgere una attività lavorativa (anche a titolo gratuito) senza il consenso della sua amministrazione di appartenenza sarebbe fattibile l’avvio di una procedura disciplinare che potrebbe sfociare in un licenziamento per giusta causa.
      Ricordiamo che le risposte di LaborTre non sono valide ai fini di prova o giuridici e non possono essere fatte valere quali risposte ufficiali.
      Lo staff LaborTre

  2. Salve , vi ringrazio per il vostro aiuto ,
    Ho un gran problema,
    Sono disoccupato dal 31/08 , mi sono iscritto alla lista di disoccupazione ma il mio datore di lavoro che è una cooperativa mi ha proposto di lavorare 15 gg in una sede (albergo) loro e mi pagano a voucher e poi mi stanno proponendo un altro lavoro(30gg) sempre in un’altra sede(ostello) ma li’ con contratto occasionale con ritenuta d’acconto xche non possono emettere voucher in quanto è una struttura statale a gestione privata .Ma volevo sapere qual’è il limite che posso percepire sia con i voucher che col contratto occasionale per poter percepire la disoccupazione? devo comunicare qualcosa all’INPS?
    Grazie

    • Salve Stefano.
      In caso di corresponsione a voucher il limite è di 3.000,00€.
      In cado si prestazione occasionale il limite è di 4.800,00€ (da far confermare dalla sede Inps in quanto le interpretazioni non sono uniformi).
      Ricordiamo che le risposte di LaborTre non sono valide ai fini di prova o giuridici e non possono essere fatte valere quali risposte ufficiali.
      Lo staff LaborTre

  3. Buon giorno faccio venditore porta a porta
    Se supero la soglia dei 6400 annui devo paagare altre tasse? OlTre al 28,72%?
    Per esempio su imponibile di 1000 euro che calcolo devo fare??
    Grazie

    • Salve Luca.
      Le informazioni da lei fornite non sono sufficienti per poterle rispondere, in quanto non è dato sapere se ha altri redditi, in che regime contabili si trova.
      Le consigliamo un confronto con il proprio consulente fiscale.
      Ricordiamo che le risposte di LaborTre non sono valide ai fini di prova o giuridici e non possono essere fatte valere quali risposte ufficiali.
      Lo staff LaborTre

      • Non ho altri redditi
        Superato questa soglia so che 2/3 dell inps sn a carico dell azienda
        Mi domandava se rimane ancora aliquota 28,72?
        Che conto devo fare?

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